Margherita Kaiser Parodi, la crocerossina di Redipuglia

Margherita ParodiVisitando l’imponente Sacrario Militare di Redipuglia, costruito a perenne sepoltura di oltre centomila soldati caduti sulle pietraie del Carso, sull’Isonzo e sul Piave durante la Prima Guerra Mondiale, non possiamo non notare una sepoltura diversa dalle altre, molto più grande, posta al centro del primo gradone. Si tratta dell’unica donna che riposa nel Sacrario, la Crocerossina Margherita Kaiser Parodi, decorata di Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nata a Roma il 16 maggio 1897, allo scoppio della Grande Guerra decise di arruolarsi volontaria nel Corpo della Croce Rossa, alle dipendenze dell’Invitta Terza Armata del Duca D’Aosta, presso l’ospedale di Cividale del Friuli. Il 19 maggio 1917, venne coinvolta in un bombardamento con l’ospedale mobile n. 2 di Pieris, nel goriziano: nonostante la violenza dell’azione di fuoco austriaca, rimase al suo posto, prestando cure immediate ai militari rimasti feriti. Per il suo comportamento, la sua abnegazione e lo spirito di umana fratellanza verso i fanti italiani, lo Stato Maggiore del Regio Esercito gli conferì la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: “per essere rimasta serena al suo posto a confortare gli infermi affidati alle sue cure, mentre il nemico bombardava la zona dove era situato l’ospedale cui era addetta”.

RedipugliaLa giovane Margherita rimase al suo posto fino alla fine della guerra, assaporando così il sapore della Vittoria tanto sperata. La fine del conflitto, però, coincise con lo scoppio dell’epidemia di spagnola, una grave forma di influenza che causò dal 1917 al 1920 decine di milioni di morti in tutti i continenti. Nonostante l’elevato rischio di contagio, Margherita Parodi rimase nuovamente accanto ai soldati gravemente ammalati: la fatica, il freddo e le veglie di notte ai letti dei moribondi ne fiaccarono il fisico e ne compromisero lo stato di salute, tanto che il 1° dicembre 1918 restava vittima, nell’ospedale di Trieste, del temibile morbo. Fuori l’imponente Sacrario Militare, sul Colle Sant’Elia, tra i numerosi monumenti in pietra e marmo, si trova anche quello in memoria delle Crocerossine cadute: “A noi, tra bende, fosti di carità l’ancella; morte tra noi ti colse, resta con noi, sorella!”. 

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