Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 1 –

latorre-gironeLa storia la conosciamo tutti. Il 15 febbraio 2012 la Petroliera Enrica Lexie, battente bandiera italiana con a bordo 34 uomini d’equipaggio e sei Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco, navigava nelle acque dell’Oceano Indiano, al largo delle coste del Kerala, quando i militari presenti a bordo hanno aperto il fuoco contro un’imbarcazione sospetta di tentato abbordaggio: ovvero pirati, che infestano le acque tra l’India e la Somalia. L’Italia era presente nell’area con la Fregata Zeffiro, inserita nel dispositivo navale dell’Operazione Atalanta, per prevenire e reprimere gli atti di pirateria marittima lungo le coste della Somalia in sostegno alle Risoluzioni 1814, 1816, 1838 e 1846 adottate nel 2008 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Telex 1 Enrica LexieA sostegno però dei numerosi mercantili italiani che transitano in quella zona di mare, le compagnie marittime private possono richiedere allo Stato Maggiore della Marina di poter imbarcare a protezione delle stesse un nucleo di Fucilieri di Marina del Reggimento San Marco: sono i cosiddetti Nuclei Marittimi di Protezione, di cui facevano parte anche il Capo di Prima Classe Massimiliano Latorre e il Sergente Salvatore Girone. Senza addentrarci dentro il diritto internazionale e la Convenzione sul Diritto del Mare di Montego Bay del 1982, il fatto, già di per sé accaduto in regime di alto mare, era fin dall’inizio di giurisdizione italiana. Ne è la riprova che le autorità indiane, per porre in stato di fermo sia i due Fucilieri che la Enrica Lexie, chiesero al comandante del mercantile di avvicinarsi alla costa e di entrare nelle acque territoriali, ovvero entro il limite delle 12 miglia marine.

Telex 2 Enrica LexieQuesta nostra inchiesta parte dal servizio realizzato dal Giornalista Toni Capuozzo e mandato in onda dal TG5. Prescindendo da questo fatto, dobbiamo fare un passo indietro, al momento del presunto conflitto a fuoco tra i Fucilieri a bordo dell’Enrica Lexie e il Peschereccio St. Anthony, in cui hanno perso la vita due pescatori indiani (e per cui il Governo Italiano ha già pagato una sorta di assicurazione sulla vita ai familiari, senza prove dell’effettiva responsabilità dei nostri militari). Ma seguiamo la vicenda nelle ore immediatamente successive: l’episodio avviene alle 16.00 (ora indiana) e l’allarme cessa poco più di un’ora dopo, intorno alle 17.00. Circa due ore dopo, alle 19.16 (ora indiana), il comandante dell’Enrica Lexie avvisa la compagnia di bandiera, la Fratelli D’Amato SpA Armatori, dello sventato attacco dei pirati. Il gruppo dei Fucilieri di Marina hanno, infatti, sparato dei colpi di fucile in acqua verso un natante che si avvicinava alla Petroliera.

Telex 3 Enrica LexieEd ecco che nel porto del Kerala giunge il Peschereccio St. Anthony, con a bordo i corpi dei due pescatori uccisi: sono le 23.20, sempre ora indiana. Subito circondato dalle televisioni accorse nel porto, il comandante del Peschereccio dichiara che l’incidente in cui hanno perso la vita i due Indiani è avvenuto alle ore 21.30 (ora indiana), ben cinque ore dopo l’episodio che ha coinvolto l’Enrica Lexie e dopo due ore dall’invio del telex da bordo della Petroliera. Da questo momento inizia l’odissea dei due Fucilieri: in un successivo telex inviato dalla Guardia Costiera del Kerala alle 04.06 (ora universale, a cui vanno aggiunte ben cinque ore e mezza, quindi sarebbero le 21.36 ora indiana), le viene intimato di tornare indietro e fare rotta verso le acque territoriali indiane. È ovvio che le autorità indiane sapevano dell’incidente avvenuto ore prima all’Enrica Lexie: quale migliore occasione per trovare un colpevole a quei due pescatori indiani uccisi.

Enrica LexieI misteri non sono finiti qui. Alle 16.50 (ora universale) un altro cargo segnala di aver sventato un attacco dei pirati alla Guardia Costiera del Kerala pochi istanti prima: è la greca Olympic Flair, con uno scafo nero e rosso come la Enrica Lexie. Ma il mercantile greco è lontano, mentre quello italiano è ormai prossimo al porto del Kerala. Ma se rileggiamo attentamente gli eventi abbiamo che la Petroliera italiana subisce un attacco di pirati alle 16.00; il Peschereccio St. Anthony informa le autorità del Kerala alle 21.30 di rientrare in porto con due pescatori uccisi (rientro che avviene alle ore 23.20); l’incidente alla nave greca comunicato alle 22.20. Viene spontaneo chiedersi… Visti i telex, è possibile che il Peschereccio St. Anthony si sia trovato sotto il fuoco incrociato di pirati e di militari greci che tentavano di sventare l’attacco alla Olympic Flair?

Olympic FlairDopo più di 500 giorni di prigionia restano in India due innocenti: i Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Quasi trent’anni fa (per l’esattezza ventotto), l’Italia era una Nazione capace di fare la “voce grossa” anche con gli Stati Uniti d’America, a seguito dell’affare della Nave Achille Lauro e la conseguente crisi di Sigonella. Oggi, invece, subiamo passivamente le minacce di uno Stato, l’India, che dichiara di voler agire nel rispetto del diritto internazionale, della legge e dei diritti umani, quando ancora per le vie di Nuova Delhi e dell’intero paese la società è divisa in caste e quei diritti che tanto solennemente vogliono difendere sono calpestati quotidianamente.

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16 thoughts on “Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 1 –

  1. E l’Italia cosa fa di fronte a queste prove incontrovertibili sull’innocenza dei due Marò? L’India lo sa bene che non centrano nulla e rimanda di sentenza in sentenza; il nostro governo, invece, si preoccupa di Grillo… Come sei ridotta cara Italia!

  2. 500 giorni in cui la politica estera italiana (e l’Italia nel suo insieme) ha fatto la figura della marionetta nelle mani di un paese in via di sviluppo. Anzi, peggio ancora: la verità sui Marò barattata con gli elicotteri mai comprati! Come dire: oltre al danno, pure la beffa!

  3. La cosa più assurda di tutta la faccenda dell’Enrica Lexie e dei Marò trattenuti in India è che al loro secondo rientro in Italia, fece seguito la dichiarazione dell’allora Ministro degli Esteri Giulio Terzi che Girone e Latorre non avrebbero fatto rientro a Nuova Delhi: cosa fece l’India? Praticamente trasse in arresto il nostro ambasciatore, già di per sé paragonabile ad una dichiarazione di guerra, violando le convenzioni di diritto internazionale, in particolare quella di Vienna del 1961. Non si era mai visto fino ad allora che un ambasciatore venisse utilizzato quale “merce di scambio”: e noi stiamo ancora a domandarci quando finirà? Dovremmo chiudere i nostri uffici diplomatici e consolari, dichiarare “persone non grate” il loro personale in Italia (così da espellerlo) e mettere tutto in mano ad organi internazionali, come l’UE o l’ONU, visto che l’India ormai tergiversa rimandando di settimana in settimana il dibattimento, poichè è ormai chiara l’innocenza dei due militari italiani anche alle stesse autorità indiane!

  4. Viene anche spontaneo chiedersi: gli indiani hanno demolito il St. Anthony, o meglio buona parte del peschereccio. Quindi l’accusa si basa tutta su una perizia viziata… Il corpo del reo neanche esiste più, ergo non è commesso il reato!

  5. Bell’articolo, ma ho delle perplessita’ circa la diffusione delle immagini delle email.
    A parte il fatto di rendere pubblici indirizzi di posta elettronica civili e militari, esponendoli tra l’altro alla seppur remota possibilità di attacchi che potrebbero comprometterne anche solo temporanemanete la funzionalità….
    In ultimo, chiedersi perchè queste info non sono state diffuse non sarebbe una cattiva idea.
    Sono così essenziali ai fini della notizia?
    Non so… meditiamoci su.

  6. Beh, il fatto degli stralci dei telex sono stati mandati in onda da un telegiornale di una rete televisiva italiana in prima serata. Sono stati spesso già riproposti in servizi e dibattimenti televisivi. Basta vedere il servizio televisivo del TG5 in merito, il quale evidenzia pure gli indirizzi…

  7. Anzi, forse troppo tardi sono state diffuse queste mail. Visto che è proprio grazie a questi telex che i Fucilieri sono definitivamente innocenti. Il comandante del peschereccio dichiara che i pescatori sono morti alle 21.30 ma a bordo della Enrica Lexie hanno fatto fuoco alle ore 16.00… In contemporanea un’altra nave alle 22.20 dichiarava di aver ingaggiato un’imbarcazione pirata. Un indizio non fa una prova, ma tre forse si!

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