Nome in codice: Husky

Sbarco in SiciliaNella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943 iniziò lo sbarco degli Alleati in Sicilia, interessando le spiagge di Licata, Gela, Pachino, Scoglitti e Siracusa. Dopo la vittoria definitiva in Nord Africa, iniziata con la battaglia finale di El Alamein, dove “mancò la fortuna ma non il valore”, era questione di mesi prima che le forze anglo-americane tentassero il salto sulla penisola. Il 13 maggio 1943 aveva definitivamente termine la resistenza delle forze italo-tedesche in Tunisia. Grazie alla supremazia nei cieli e sui mari, iniziò la prima grande operazione di sbarco, che coinvolse oltre 160.000 uomini tra Americani, Inglesi, Canadesi, Francesi, Brasiliani, Polacchi e Marocchini. I preparativi dello sbarco furono definiti nei minimi particolari, infiltrando nei mesi precedenti agenti dell’OSS (Office Stretegic Service, il predecessore della CIA) in Sicilia e nel continente. Questi agenti vennero soprannominati il “circolo della mafia”, poichè per facilitare l’avanzata non si fecero scrupoli a stringere patti ed alleanze con i capi mafiosi, così severamente perseguiti dal regime fascista nella figura del Prefetto di Ferro, Cesare Mori. Tra tutti, l’OSS appoggiò Lucky Luciano, mafioso tra i più spietati, che divenne il portavoce ufficiale di Charles Poletti, responsabile dell’amministrazione alleata della Sicilia dal luglio 1943 al febbraio 1944, nonchè delle città di Napoli, Roma e Milano. E’ senza dubbio un fatto accertato da numerosi storici, tra i quali Gigi Di Fiore nel suo libro Controstoria della Liberazione, edito da Rizzoli, che la mafia siciliana cominciò a rifiorire proprio all’indomani dello sbarco alleato in Sicilia.

Operazione HuskyNell’estate del 1943, però, nessuno pensava all’OSS e a Lucky Luciano. Interessavano di più le notizie che giungevano da Pantelleria e Lampedusa: dopo un violentissimo bombardamento aereo, le due isole capitolarono, rispettivamente l’11 ed il 13 giugno 1943, rappresentando, di fatto, il primo lembo di terra italiana caduto in mano alleata. A questo punto, lo sbarco era solo questione di tempo: con i migliori reparti italiani e tedeschi perduti in Africa, le difese della Sicilia erano inadeguate per fronteggiare le migliaia di soldati che stavano per riversarsi sulle spiagge, e l’invio di altri uomini veniva ostacolato dai continui bombardamenti alleati sulla penisola. La conquista fu rapida, ma non avvenne senza combattere come spesso riportano alcuni libri: lo sbarco costò agli Alleati quasi 22.000 morti. Palermo fu occupata il 24 luglio, Catania il 6 agosto e Messina il 17 agosto. Nel frattempo, continuavano i bombardamenti sulle città italiane: il 15 luglio venne colpita Civitavecchia, Napoli il 15 luglio (un bollettino di guerra riporta che la città partenopea “è stata colpita per l’ottantaduesime volta”), il 18 luglio Catania fu bombardata anche dal mare dalle navi alleate. La mattina del 19 luglio, Roma “Città Aperta” venne ferita per la prima volta: 1500 morti tra la popolazione.

Alberto Sordi - Tutti a casaL’andamento generale della guerra, la perdita della Sicilia e i continui ed incessanti bombardamenti sulle città italiane fecero capire nella popolazione, e negli alti vertici militari, che la guerra era perduta. Un altro capitolo, ancora più buio stava per essere scritto nella storia d’Italia: il 25 luglio 1943 cadeva il Fascismo; la Germania, già presente sul nostro territorio per fronteggiare l’avanzata alleata, cominciava a fare affluire nuove truppe dal Brennero in vista della prossima capitolazione italiana, che avverrà il 2 settembre con la firma dell’armistizio a Cassibile (reso noto però solo il successivo 8 settembre). Le truppe italiane, abbandonate e prive di ordini, furono lasciate in balia delle rappresaglie dei Tedeschi che si ritrovavano un possibile nemico di fianco: Cefalonia, Corfù, l’epopea della Corazzata Roma e di Porta San Paolo sono le testimonianze di un Re che cercò di salvare una corona arrugginita, lasciando soli e nel caos quei milioni di soldati che gli avevano giurato fedeltà. Di quel clima, restano le immagini del celebre film di Alberto Sordi Tutti a casa, dove uno spaesato Tenente Innocenzi, dopo essere stato attaccato da un reparto tedesco esclama: “Accade una cosa incredibile! I Tedeschi si sono alleati agli Americani!” e quella domanda rivolta al suo superiore, rimasta senza risposta: “quali sono gli ordini?”.

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