Risoluzione 819: Srebenica

_srebrenica.jpg_large1Nel luglio 1995, la guerra in Jugoslavia farà segnare la sua massima atrocità: il massacro dei civili musulmani di Srebenica, nonostante le Nazioni Unite, con la Risoluzione 819, del 16 aprile 1993, avessero aumentato la loro presenza e, con la successiva Risoluzione 824, dichiarato aree protette le città di Sarajevo, Tuzla, Zepa, Gorazde, Bihac. E Srebenica. Raramente i Caschi Blu erano stati autorizzati all’uso della forza, ma quella volta, nel luglio 1995, l’UNPROFOR (United Nations Protection Force) lo era. Anzi, avevano l’ordine di contrastare qualsiasi attacco dei serbo-bosniaci di Ratko Mladic, intenzionato a riprendersi le armi sequestrate e chiuse in depositi sorvegliati dall’ONU.

Vittime di SrebenicaDal 9 luglio 1995, i miliziani serbo-bosniaci, intenzionati ad attuare una pulizia etnica su larga scala contro coloro che si nascondevano dietro le insegne delle Nazioni Unite, ovvero le minoranze musulmane, assediarono la città di Srebenica che, dopo una strenua difesa, cadde. Da allora, ci sono giunte solo notizie frammentari. Sappiamo dalle testimonianze dei pochi sopravvissuti scampati al genocidio, che gli uomini dai 14 anni in su furono divisi dal resto della popolazione, le mogli stuprate di fronte ai mariti da decine e decine di uomini prima di essere uccise, bambine violentate davanti ai padri e alle madri. La case e i villaggi limitrofi dati alle fiamme. Fino ad oggi, i corpi riesumati sono solo 6614, dalle numerose fosse comuni scoperte nei giorni successivi alla strage, anche se rapporti investigativi degli organi internazionali riportano che non meno di 8000-10.000 persone vennero trucidate. Un genocidio che poteva essere evitato: infatti, a pochi chilometri dal villaggio di Srebenica era stanziata una guarnigione di militari olandesi dell’ONU, circa 600 uomini, che non intervenne. La versione ufficiale riporta che i Caschi Blu non possedevano armi in grado di contrastare le milizie di Mladic, ma è anche vero che vennero ignorate le richieste di intervento da parte del Colonnello olandese Karremans di utilizzare gli aerei F16 americani per bombardare e attaccare le colonne di carri serbo-bosniaci, dando il tempo alla popolazione di evacuare la città e ai Caschi Blu di organizzarsi a difesa. Quello che resta da sapere su Srebrenica è soltanto la verità politica, ossia perché le forze internazionali dei Caschi Blu presenti nella città non hanno combattuto? Ancora oggi vengono scoperte fosse comuni sconosciute, come sconosciute sono le vittime senza nome e senza dignità di Srebenica.

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