Marcinelle, la tragedia dell’Italia che sperava

MinatoreLa guerra era finita da poco più di dieci anni nell’ormai lontano 1956 e l’Italia era un Paese da ricostruire: le grandi industrie del Nord erano ancora in macerie, dopo i violenti bombardamenti subiti dalle città; per le strade, erano migliaia gli sfollati senza un tetto. L’Italia muoveva i suoi incerti passi, con una Repubblica appena nata e ancora fragile. Tantissimi erano coloro che si recavano all’estero in cerca di una umile occupazione: non si trattava, però, dei “cervelli in fuga” di oggi, degli studenti laureati nelle nostre facoltà in cerca di un remunerato posto di lavoro. Era un’Italia semplice quella che partiva, con i “fagotti” portati nei porti e nelle stazioni a dorso di mulo o su un carretto di legno. Ed appena terminato il secondo conflitto mondiale, Italia e Belgio stipularono, il 20 giugno 1946, un accordo commerciale per l’invio di 50.000 minatori in cambio di carbone. Il protocollo, semplice nella sua forma, sopperiva così alle esigenze delle due Nazioni: il piccolo Stato, carente di manodopera, sopperì alla mancanza di lavoratori; dal canto suo, l’Italia si assicurò scorte di carbone per la ripartenza dell’industria.

MarcinelleLa mattina dell’8 agosto 1956 scorreva come sempre per i 275 minatori (di cui 140 Italiani) della miniera Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio: il viso coperto dalla fuliggine nera e sulla testa il caschetto con la lampada che faceva scendere rivoli di sudore. E, come sempre, si recarono al pozzo I, costruito nel lontano 1830. Alle 08.11 la tragedia: un incendio si sviluppò all’interno della condotta dell’aria, diffondendo i fumi velenosi per tutta la miniera, a quasi 1000 metri di profondità, determinando al contempo l’avaria agli ascensori di risalita e alle linee telefoniche. Fu proprio il fumo, infatti, a causare la morte dei 262 minatori, in quanto l’incendio sviluppatosi risultò di dimensioni alquanto modeste. Il 22 agosto, quando erano le 03.00 di notte, un membro della squadra di salvataggio, che riuscì a calarsi nel pozzo della miniera, dopo essere risalito in superficie dichiarò in italiano: “tutti cadaveri”: dei 275 minatori presenti, persero la vita 262 uomini, di cui 135 italiani e 95 belgi. Solo tredici sopravvissero, quattro italiani e nove belgi. Il 31 marzo 2005, con decreto del Presidente della Repubblica, ad ogni singolo minatore italiano che perse la vita nel pozzo della miniera è stata conferita la Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria, con la seguente motivazione: “Lavoratore emigrato in Belgio, in seguito alla tragica esplosione di gas verificatasi nella miniera di carbone di Marcinelle, rimaneva bloccato, insieme ad altri centotrentacinque connazionali, in un pozzo a più di mille metri di profondità, sacrificando la vita ai più nobili ideali di riscatto sociale. Luminosa testimonianza del lavoro e del sacrificio degli italiani all’estero, meritevole del ricordo e dell’unanime riconoscenza della Nazione tutta. Marcinelle, Belgio, 8 agosto 1956″.

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