Il sacrificio di Salvo D’Acquisto e di Vincenzo Giudice

d'acquistoUn Carabiniere e un Finanziere. Due uomini diversi, ma accomunati dallo stesso ideale: l’onore. E dallo stesso sacrificio. Entrambi, cercando di salvare un gruppo di civili dalle rappresaglie delle SS, si offrirono martiri al posto di coloro che sarebbero stati di li a poco trucidati. Il Vice Brigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto, arruolatosi come volontario nell’Arma, partì per la Libia all’indomani dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale; ferito ad una gamba, rimase in zona d’operazioni, ma dovette rimpatriare a causa della contrazione di una febbre malarica. Dopo aver frequentato la Scuola Allievi Sottufficiali di Firenze fu di stanza alla caserma di Torrimpietra, località poco fuori Roma, dove, l’8 settembre 1943, venne colto dall’armistizio e dal proclama di Badoglio. Da buon Carabiniere, Salvo D’Acquisto rimase al suo posto, con un futuro fatto di incognite e incertezze.

Il 22 settembre 1943, frattanto, un reparto di soldati tedeschi aveva occupato delle postazioni abbandonate presso Torre Palidoro: durante lo spostamento di alcune casse di munizioni avvenne un’esplosione, che causò la morte di due Tedeschi . Non è stato mai chiarito se il fatto sia da considerarsi un’imprudenza nel maneggiare le munizioni da parte delle SS o se fu un agguato dei partigiani; in ogni caso, il giorno seguente le SS rastrellarono ventidue abitanti della zona, scelti a caso (tra cui lo stesso D’Acquisto) minacciando la rappresaglia se i colpevoli non si fossero consegnati all’autorità germanica. Ed ecco il valore del giovane Carabiniere: pur di salvare la vita di civili innocenti, si autoaccusò dell’attentato e, al grido di VIVA L’ITALIA!, tenne un comportamento degno e fiero davanti al plotone di esecuzione. Una scarica di mitraglia lo colpì in pieno petto, per essere poi finito con un colpo di pistola alla testa. “Esempio luminoso d’altruismo, spinto fino alla suprema rinuncia della vita, sul luogo stesso del supplizio, dove, per barbara rappresaglia, era stato condotto dalle orde naziste insieme a ventidue ostaggi civili del territorio della sua stazione, pure essi innocenti, non esitava a dichiararsi unico responsabile di un presunto attentato contro le forze armate tedesche. Affrontava così, da solo, impavido la morte, imponendosi al rispetto dei suoi stessi carnefici e scrivendo una nuova pagina indelebile di purissimo eroismo nella storia gloriosa dell’Arma. Torrimietra, Roma, 23 settembre 1943”: questa la motivazione della massima onorificenza al Valor Militare conferita alla memoria del giovane militare.

giudiceUn anno dopo, un altro militare, questa volta il Maresciallo Maggiore Vincenzo Giudice della Guardia di Finanza, si offrì per la fucilazione al posto di un gruppo di civili, tra i quali vi erano la moglie e la figlia, rastrellati dalle SS del Maggiore Walter Reder dopo che, in agguato ad una colonna di militari tedeschi ad opera dei partigiani, rimase ucciso un militare. Venuto a conoscenza delle intenzioni dei Tedeschi, il Maresciallo Giudice, spogliandosi della giubba e dei gradi militari, chiese la liberazione dei gruppo di civili arrestati, offrendosi volontario per il martirio al loro posto. A memoria del suo sacrificio, reso vano dal fatto che poco dopo la sua morte furono uccisi anche i civili ostaggi dei Tedeschi, è stata conferita in data 5 giugno 1957, dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d’Oro al Valor Militare: “Sottufficiale della Guardia di Finanza, avvertito che la rappresaglia tedesca si apprestava a mietere vittime innocenti fra la popolazione civile, si presentava al comandante la formazione SS operante offrendo la propria vita pur che fossero salvi gli ostaggi tra i quali la moglie e i figli. Di fronte all’obiezione essere egli un militare, si liberava prontamente della giubba ed offriva il petto alla vendetta nemica. Crivellato dì colpi, precedeva i civili sull’altare del martirio. Bergiola Foscalina di Carrara, 16 settembre 1944″.

Annunci

2 thoughts on “Il sacrificio di Salvo D’Acquisto e di Vincenzo Giudice

  1. Pingback: Una mostra a Firenze sulla Guardia di Finanza in Toscana | Segreti della storia

  2. Pingback: Quando i francobolli raccontano la storia | Segreti della storia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...