Giovanni Battista Boscutti, di professione pilota

Giovanni Battista BoscuttiServire nell’Arma Azzurra, la Regia Aeronautica erede di Francesco Baracca, Silvio Scaroni, Pier Ruggiero Piccio e di altri valorosissimi piloti, era un onore riservato a ben pochi soldati italiani. Nel 1915 la nostra Aeronautica muoveva i primi passi su apparecchi fatti di legno e tela, per poi (in tempo di pace) raggiungere record per lungo imbattuti: celebri ed entusiasmanti, le trasvolate atlantiche di Italo Balbo o le crociere polari di Umberto Nobile. Con la Seconda Guerra Mondiale, e l’entrata in guerra il 10 giugno 1940, le nostre forze aeree, nonostante il coraggio dei suoi aviatori, pagò a caro prezzo il mancato progresso tecnologico dell’industria bellica italiana: se la guerra iniziò con la speranza di una fine rapida, essa si protrarrà, invece, per cinque sanguinosi anni.

Macchi MC205Giovanni Battista Boscutti fu un pilota della Regia Aeronautica rimasto fino ad oggi sconosciuto, nonostante una Medaglia d’Argento al Valor Militare guadagnata sul campo, in altrettanti durissimi scontri sul Mar Mediterraneo. Ottenuta l’abilitazione al volo l’11 giugno 1942, iniziò il suo servizio presso il 161° Gruppo Autonomo, dislocato sull’Aeroporto di Gioia del Colle: la sua prima vittoria aerea, ottenuta in collaborazione con un altro pilota, la ottenne l’8 gennaio 1943, abbattendo un bombardiere B24 Liberator ed una seconda il successivo 23 febbraio. E’ in queste occasioni, in cui il Tenente Boscutti effettuò numerosissime sortite nei cieli “su allarme” che ricevette la medaglia d’argento: “pilota da caccia, in numerose scorte in mare aperto e in combattimento contro quadrimotori nemici, brillantemente sostenuti e vittoriosamente conclusi, dava prova di perizia, aggressività e valore. Cielo del Mediterraneo Centrale, 2 agosto 1942-30 aprile 1943”. La guerra stava però volgendo in maniera disastrosa per le forze dell’Asse e arrivò l’armistizio dell’8 armistizio 1943.

Cratere da impatto di BoscuttiL’armistizio colse Boscutti mentre si trovava alla scuola di pilotaggio di Castiglione del Lago per un periodo di addestramento: aderì alla Repubblica Sociale Italiana, in quella che per lui era la normale continuazione della guerra al fianco degli alleati tedeschi. Fu, così, inquadrato nel celebre 1° Gruppo Caccia Asso di Bastoni, comandato dall’esperto e valido pilota Adriano Visconti. L’11 marzo 1944, uscendo in formazione congiunta con 38 caccia Macchi MC205 (al comando dello stesso Visconti), Giovanni Battista Boscutti prese parte all’azione di contrasto di oltre cento bombardieri americani B17 Flying Fortress, scortati da circa cinquanta caccia P47 Thunderbolt, in procinto di bombardare la città di Padova; intercettata la formazione americana, iniziò un duro duello aereo, durato circa una quarantina di minuti. Al termine dello scontro, il caccia pilotato dal Tenente Boscutti non fece più ritorno alla base: assieme a lui, persero la vita altri due piloti italiani, il Sottotenente Bruno Castellani e il Tenente Guerrino Bortolani.

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4 thoughts on “Giovanni Battista Boscutti, di professione pilota

  1. 11 marzo 1944

    Quando l’Italia si arrese
    Settembre ’43
    Quanta vergogna e offese
    Per quella fuga di un re
    Quando il disgusto e la rabbia
    Presero parte di te
    Quando anche un pugno di sabbia
    Pareva meglio di un re
    La tua scelta fu immediata
    Fu l’onore che scelse per te
    La bandiera fu rialzata
    Come aquila in volo con te
    La tua scelta fu immediata
    Fu l’onore che scelse per te
    E la patria ritrovata
    Come aquila in volo con te
    Era bello di nuovo sortire
    Dalle nuvole ancora più su
    E la caccia nemica colpire
    Per salvare i fratelli la giù
    C’era il sole in quel giorno di marzo
    Sul tuo Macchi ti sentivi un re
    C’era morte con tutto il suo sfarzo
    Cento e cento erano sotto di te
    La tua scelta fu immediata
    Fu l’amore che scelse per te
    La tua forza liberata
    Come aquila in volo con te
    La tua scelta fu immediata
    Fu l’amore che scelse per te
    E piombato giù in picchiata
    Come aquila in volo con te
    Caccia su all’allarme
    Dobbiamo colpire
    Sono arrivati i thunderbolt
    Caccia su all’allarme
    Senza fallire
    Sono già in fuga i thunderbolt
    Senza una tregua
    Senza una resa
    Contro la caccia americana
    Se salveremo anche solo una chiesa
    La nostra morte non sarà vana
    La tua macchina colpita
    Come stella in cielo si schiantò
    La passione la tua vita
    Tutto quanto finì in un falò
    Ma a noi piace ripensarti
    Sempre in volo sopra di noi
    E nel sogno poi ritrovarti
    Ma non muoiono mai gli eroi
    Non muoiono mai…

  2. Un eroe difficile da trovare ai giorni nostri. La guerra era ormai perduta ma a differenza di tanti alti generali continuó a combattere per tenere fede ad un giuramento: come potersi alleare con chi quotidianamente bombardava le città italiane mietendo centinaia di vittime ad ogni raid?

  3. Pingback: Volare nei cieli d’Italia: la storia di Pietro Calistri | Segreti della storia

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