Gli Egiziani nell’Esercito Italiano

Michele AmatoreLeggendo la moltitudine di libri sul primo conflitto mondiale, spesso ci imbattiamo in storie poco note, quasi mai approfondite, ma che raccontano aneddoti che altrimenti verrebbero dimenticati. Uno di questi lo abbiamo trovato leggendo l’edizione del 26 dicembre 1915 – 2 gennaio 1916 della Domenica del Corriere, che negli anni della Grande Guerra raccontò l’intero conflitto agli Italiani, con le bellissime copertine disegnate da Achille Beltrame. Lo riportiamo integralmente, così come venne scritto da uno dei tanti corrispondenti di guerra sul Carso, primo esempio dei moderni “giornalisti embedded” a cui siamo abituati a vedere in Afghanistan o Iraq. Il breve articolo tratta, appunto, di un fatto poco noto: un egiziano che prestò servizio nel Regio Esercito Italiano nelle guerre d’indipendenza dell’Ottocento e che si distinse, venendo decorato dal Re Vittorio Emanuele II in persona, durante l’epidemia di colera in Sicilia.

Maggiore Ismail Embabi“La morte, avvenuta recentemente sul Carso, dell’egiziano Ismail Embabi, Maggiore di Fanteria nell’Esercito Italiano, fa ricordare un altro valoroso egiziano, il moro Michele Amatore, che combatté anch’egli per la gloria d’Italia e si guadagnò medaglie al valore e le spalline di Capitano dei Bersaglieri. L’Amatore era venuto in Italia nel 1846, condottovi da un profugo italiano: il Dottor Castagnone, di Rossignano Monferrato. Costui, espulso dal Piemonte coi moti del 1831 e poscia addetto alla Corte del Kedivé d’Egitto, rimpatriò dopo la proclamazione della costituzione e portò al suo paese natale un ragazzetto nubiano: Michele Amatore. Questi fu educato prima a Rossignano, poi a Quattordio. Giovanissimo entrò volontario fra i Bersaglieri di Lamarmora; prese parte a tutte le guerre d’indipendenza italiane, conquistandosi, col suo indiscusso valore, il grado di Capitano e diverse medaglie al valore. Nell’ottobre del 1879, l’Amatore impalmava, a Milano, una bella e gentile milanese. Afflitto da oftalmia e cardiopatia, il bravo Capitano moro si spegneva in Rossignano, nel 1885, in una graziosa casetta che i compagni Bersaglieri vollero ricordata ai posteri apponendovi una lapide, con corona bronzea. Il Capitano Michele Amatore, il primo ascaro italiano che alla sua nuova Patria, l’Italia, dedicò, come il Maggiore Ismail Embabi ora caduto, tutta intera una vita nobilmente spesa per la sua libertà e per la sua gloria, lasciò tra i rossignani larga eredità di affetti”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...