Quel “bip” dallo spazio che cambiò il mondo

sputnikIl suo lancio venne tenuto segreto fino a quando non fu chiaro che fu uno strepitoso successo. Sull’onda della guerra fredda nello spazio, il 4 ottobre 1957, l’Unione Sovietica lanciò il primo satellite della storia, lo Sputnik, del peso di appena 83 kg e con un diametro di 58 cm. Di forma sferica, dal corpo centrale si slanciavano quattro lunghe antenne, di 2,5 m di lunghezza, che fecero in modo che dalla Terra, dal centro di ascolto di Baikonour venisse captato il suo inconfondibile “bip”. Gli strumento di bordo rimasero funzionanti per appena ventuno giorni, ma il piccolo satellite continuò a orbitare attorno al nostro pianeta, fino al 3 gennaio 1958, quando precipitò, bruciando nella fase di rientro: in totale, aveva compiuto 1400 orbite, percorrendo oltre settanta milioni di chilometri.

Lancio Explorer 1L’esplorazione della spazio era ad svolta e i Sovietici, guidati dal brillante scienziato Sergei Korolev, giocarono un’abile mano verso i rivali americani della NASA. Infatti, solo il 31 gennaio 1958, gli Stati Uniti lanciarono un loro satellite, l’Explorer. Prende così inizio quella corsa allo spazio durata per un intero decennio e che raggiungerà il suo culmine il 21 luglio 1969 con la discesa di Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla Luna. Non mancarono però gravi tragedie, come la morte di tre astronauti americani nei test di lancio dell’Apollo 1, bruciati vivi all’interno della capsula, o la tragica fine di Vladimir Komarov a bordo del Soyuz 1, schiantatosi in fase di rientro sulla Terra per un guasto ai paracadute frenanti.

Tutto, però, ebbe inizio in quel 4 ottobre 1957 con un impercettibile “bip” artificiale proveniente dallo spazio. Oggi, le missioni spaziali sono considerate voli di routine, che non fanno notizia tranne quando avviene la tragedia (ogni mese venivano lanciate le missioni shuttle, ma le uniche capaci di “conquistarsi” le prime pagine furono le tragedie del Challenger e del Columbia) e sopra le nostre teste orbita la più grande stazione spaziale, la ISS, visitata da decine di astronauti ogni anno: ma non per questo viaggiare nello spazio è diventato meno pericoloso. E allora, quando guardiamo il cielo stellato di notte, ricordiamoci di chi, per arrivare là dove nessuno era mai giunto prima, ha sacrificato la vita per la crescita dell’umanità.

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5 thoughts on “Quel “bip” dallo spazio che cambiò il mondo

  1. Mi sono appassionato all’astronomia e all’esplorazione spaziale leggende il libro di Verne “Dalla terra alla luna”: da allora tanti sono stati i progressi tecnologici che ci hanno portati lontani.E altri ancora devono arrivare. Chissà se un giorno avremo navi stellari come nell’universo fantascientifico di Star Trek: ma anche “dalla terra alla luna” era fantascienza. Una fantascienza che è diventata realtà!

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