Obiettivo Gorla: la strage dei bambini milanesi

Strage di GorlaAnche per una guerra, per quanto violenta, esiste una sorta di “codice d’onore”, quasi a imitazione dei duelli cavallereschi e delle giostre equestri del Medio Evo. Durante il primo conflitto mondiale, dopo i duelli aerei, era usanza per i piloti vincitori lanciare dal proprio velivolo una corona di fiori sui resti dell’apparecchio abbattuto, in segno di rispetto per il cavaliere dell’aria sconfitto. Così come, durante il secondo conflitto mondiale, non furono rari i casi dell’Onore delle Armi, in cui i vincitori si schieravano sulla posizione di “attenti”, rendendo omaggio ai soldati sconfitti militarmente: l’Amba Alagi e El Alamein, di cui il 23 ottobre ricorrere l’anniversario della battaglia, ne sono la prova evidente. Ma molto spesso, l’acuirsi della guerra trasforma gli uomini in bestie, dall’una e dall’altra parte: rappresaglie, soldati arresi che vengono fucilati, deportazioni. E, per fiaccare il morale di una popolazione, bombardamenti indiscriminati sulle città. Pescara, Torino, Firenze, Roma, Milano, Padova sono solo alcuni dei nostri centri abitati maggiormente colpiti dagli Alleati con le loro tonnellate di morte, spesso lanciate fuori bersaglio su ricoveri ospedalieri (come il bombardamento che colpì Firenze nel quartiere di Campo di Marte il 25 settembre 1943, causando 215 morti e 150 feriti) o su scuole. Come Gorla, quartiere della periferia nord-orientale di Milano.

Scuola Francesco CrispiIl 20 ottobre 1944 scorreva in maniera pressoché normale per i Milanesi, considerando la guerra e il razionamento forzato di viveri e medicinali. Le attività industriali e manifatturiere riuscivano a tirare avanti nell’economia di guerra dell’Italia Settentrionale, facente parte del territorio della Repubblica Sociale Italiana. I bambini, regolarmente, andavano a scuola, nonostante i numerosi allarmi aerei che risuonavano con le loro assordanti sirene. Quella mattina, dalla pista dell’aeroporto di Castelluccio dei Sauri nei pressi di Foggia, alle ore 07.58 decollarono, in formazione, trentasei bombardieri B24 del 451° Bomb Group, agli ordini del Colonnello James Knapp. Obiettivo della missione: colpire e distruggere gli stabilimenti della Breda di Sesto San Giovanni; l’azione venne suddivisa in due ondate successive, allo scopo di non divenire un facile bersaglio della contraerea italo-tedesca. Già la prima ondata, però, mancò il suo bersaglio, senza causare fortunatamente vittime: per un calcolo sbagliato, le bombe vennero sganciate in aperta campagna.

La seconda ondata, per un errore del capo formazione, che effettuò una virata nella direzione sbagliata dirigendo su uno dei centri abitati più affollati del capoluogo milanese, invece di sganciare il suo carico di morte in Mar Adriatico o in una zona sicura (come faranno al contrario numerosi piloti alleati per evitare ingenti perdite tra la popolazione inerme), decise di effettuare comunque il bombardamento. Dal primo allarme aereo delle 11.14 e per i successivi dieci minuti, nel quartiere di Gorla si perpetuò una strage di innocenti. Uno degli ordigni, infatti, centrò in pieno la scuola elementare Francesco Crispi, distruggendo il rifugio antiaereo dopo avevano trovato riparo gli alunni e gli insegnanti: 184 bambini morirono sotto le macerie, assieme all’intero corpo docente dell’istituto. Ma in quel 20 ottobre 1944, la città di Milano pagò un altissimo tributo di sangue. Furono, infatti, 614 le vittime estratte dalle macerie, molte delle quali dichiarate disperse, a causa del mancato ritrovamento del loro corpo, polverizzato dalle esplosioni. Oggi, sul luogo dell’eccidio, dove un tempo sorgeva la scuola Francesco Crispi, il Comune di Milano ha realizzato un piccolo monumento ossario, in cui hanno trovato la loro ultima dimora i 184 piccoli martiri di Gorla.

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3 thoughts on “Obiettivo Gorla: la strage dei bambini milanesi

  1. Un ennesimo articolo che vuole revisionare la guerra di liberazione. L’obiettivo erano le industrie di Saló e i fascisti non evacuavano le scuole proprio per avere morti da addossare ad altri. La colpa è di Mussolini non dei liberatori se sono morti 184 bambini!

  2. Sono rimasto in forse se eliminare il tuo “prezioso” contributo oppure pubblicarlo. Alla fine ho optato per la seconda ipotesi, così che tutti vedano quanto è elevata la tua capacità di ragionamento.

  3. Già il tuo commento la dice lunga sulla tua capacità di ragionamento figlia di un’epoca fatta solo di “verità di comodo e politiche”. È dura leggere la verità vero? Non solo Gorla ma anche a Sesto Fiorentino in provincia di Firenze venne colpita in pieno una scuola, dove trovarono la morte decine di bambini: ma queste sono storie che non troviamo nei libri di scuola…

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