Decio Raggi e Luigi Pettinati, le prime Medaglie d’Oro della Grande Guerra

Tenente RaggiIl 4 novembre prossimo sarà il novantacinquesimo anniversario della vittoria italiana nella Grande Guerra, la fine di un conflitto che, se iniziato con la speranza di una rapida fine, si protrasse per ben quattro lunghi anni, causando non meno di 650.000 caduti italiani e un numero quasi imprecisato di feriti e mutilati. In vista del 4 novembre, proponiamo nei prossimi giorni ai nostri lettori una serie di articoli di grande interesse dedicati ai fatti meno noti della guerra sul fronte italiano, ma non certo meno importanti delle grandi battaglie che troviamo in decine e decine (se non centinaia) di volumi dedicati all’argomento. Pertanto, ci pare doveroso aprire la nostra breve rassegna dedicandola al Tenente Colonnello Luigi Pettinati e al Tenente Decio Raggi, i primi ufficiali decorati con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria.

Decio Raggi

Decio Raggi, allo scoppio delle ostilità il 24 maggio 1915, venne assegnato al comando dell 9a Compagnia dell’11° Reggimento della Brigata Casale. Nato a Sogliano al Rubicone, in provincia di Forlì, il 29 settembre 1884, si laureò in legge e fin da subito si schierò tra gli interventisti più convinti di una guerra contro l’Austria-Ungheria; per questo motivo non poté sottrarsi alla chiamata alle armi, quando la guerra venne dichiarata. Schierato il suo reparto sulla linea del Podgora, il 19 luglio 1915 uscì in un’azione di perlustrazione con la sua compagnia, fin sotto i reticolati nemici, dove si ritrovò sotto il fuoco nemico. Colpito in pieno petto, invece di pensare a mettersi al riparo, continuò a incitare i suoi uomini a portare avanti l’attacco. Trasportato all’ospedale militare da campo di Cormons, il Tenente Decio Raggi spirò cinque giorni dopo, con negli occhi la certezza di avere donato la vita alla sua Patria. Achille Beltrame gli riservò, nella sua Domenica del Corriere, una intera copertina e il Re Vittorio Emanuele III gli concesse la suprema onorificenza al Valor Militare: “Nobilissimo esempio di mirabile eroismo, sotto il grandinare dei proiettili, superate le fortissime insidiose difese avversarie, si slanciava, primo, sulla trincea nemica e, ritto su di essa, sfidando la morte pur di trascinare i suoi soldati all’audace conquista, li incitava e li rincuorava invocando le tradizioni della forte Romagna e, colpito a morte, nel sacrificare la generosa vita alla Patria, li spronava ancora a compiere l’impresa valorosa, si chiamava beato della sua sorte ed inneggiava al glorioso avvenire dell’Italia. Podgora, 19 luglio 1915”.

Tenente Colonnello Luigi PettinatiCirca un mese dopo, il 14 ottobre 1915, la prima Medaglia d’Oro alla Memoria del Corpo degli Alpini era stata conferita al sacrificio del Tenente Colonnello Luigi Pettinati, caduto sul Monte Nero alla testa dei suoi Alpini, colpito a morte da un proiettile nemico mentre muoveva all’assalto del Monte Nero. Originario di Cavatore, in provincia di Alessandria, dove era nato nel 1864, dopo la Scuola Ufficiali e un breve servizio nella Fanteria, venne destinato alla nuova specialità degli Alpini, dove, grazie al suo carisma e alle sue capacità, riscosse il plauso di superiori e subalterni. Allo scoppio delle ostilità, giunse in linea il 26 maggio 1915, dove si distinse fin da subito per le sue doti di comando: a fronte di poche perdite, il giorno 31, ordinava al Battaglione Alpini Susa di attaccare l’aspro contrafforte dal Monte Vrata al Monte Vrsic, a nord del Monte Nero: gli Austriaci, colti di sorpresa, non poterono fare altro che abbandonare le posizioni alle Penne Nere. Purtroppo, la sorte giocò a sfavore di colui che sarebbe potuto diventare uno degli ufficiali comandanti più capaci di tutto il conflitto: il 9 giugno 1915, dopo quasi dieci giorni ininterrotti di contrattacchi nemici sventati con grande maestria, mentre guidava il Gruppo Alpini B da Potoce verso la sommità del Monte Nero, un colpo di cecchino lo feriva mortalmente. Trasportato d’urgenza all’Ospedale di Caporetto, il Tenente Colonnello Pettinati spirò il 19 giugno, non prima di essersi accertato dell’andamento delle operazioni. Fu così che cadde la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria della Grande Guerra: “Con molta energia, singolare perizia e coraggio mirabile, superando difficoltà ritenute insormontabili, seppe condurre le forze a lui obbedienti alla conquista dell’importantissimo, aspro, impervio contrafforte Potoce-Vrata-Vrsic, rendendo così possibile larga successiva operazione della conquista di M. Nero. Gravemente ferito da palla nemica, pochi giorni dopo decedeva. Potoce-Vrata-Vrsic, 31 maggio e Za Kraju, 9 giugno 1915″.

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One thought on “Decio Raggi e Luigi Pettinati, le prime Medaglie d’Oro della Grande Guerra

  1. Ringrazio per la correzzione e vi invito ad aggiungere nel profilo di Decio Raggi il testo del suo testamento spirituale, redatto il 2 Luglio qualche settimana prima dell’azione in cui è rimasto mortalmente ferito.

    ” O gioventù Italiana, invidia la mia sorte fortunata!
    ” Nel nome santo di DIO e nella speranza di una vita migliore, per la
    ” grandezza, per l’unità, per l’onore della Patria, per la libertà e la
    ” indipendenza dei fratelli oppressi, nel nome sacro d’ Italia, nell’amore
    ” e per l’amore di tutto ciò che è Italiano, io muoio beato. Nè le fatiche,
    ” nè i pericoli, nè la fame, nè la sete, nè le veglie, nè i dasagi, hanno mai
    ” scosso la mia fede nelle nostre giuste aspirazioni nazionali, l’amore agli
    ” oppressi, l’odio contro i vecchi e i nuovi nostri oppressori.
    ” Quindi voi che mi volete bene non abbandonatevi ad inutili rimpianti,
    ” ma coltivate l’amore per me, come l’animo mio si nutrirà ancora di tale
    ” amore per voi.
    ” Date pure fiori a chi morì per la patria.

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