Irresistibile carica alla baionetta!

Oggi pubblichiamo la lettera del Caporale Ruggero Pieri, in forza al 48° Reggimento Fanteria della Brigata Ferrara del Regio Esercito Italiano. Originario della provincia di Firenze (era nato a Fiesole il 2 febbraio 1894) questa lettera è stata scritta durante la convalescenza a seguito delle ferite riportate durante una “irresistibile carica alla baionetta”, contro le trincee austriache sull’Isonzo, come venne definita nella rubrica Lettere dal fronte del quotidiano Il Nuovo Giornale.

Ruggero Pieri“Caro Alfonso, la mattina del 6 fui ferito e dopo aver sopportato per quattro o cinque giorni dolori terribili, finalmente principio ad alzarmi, e forse i primi della settimana entrante sarò a casa in convalescenza. Ma per poco però, perché forse dovrò ritornare al posto, ove il mio dovere di Italiano me lo impone. Fui ferito dopo un’acerbissima lotta, ma il mio più dolore fu che non potei gustare il frutto di tanto sacrificio, non assaporare quella vittoria ben meritata, non vedere in quel giorno sventolare la bella bandiera italiana, come in tant’altri momenti avevo veduta. Fui trasportato lontano dalla mischia, quando il grido di Savoia! era su tutte le bocche, e, nel mentre venivo così allontanato dal campo dell’onore sentivo confondersi i due gridi di battaglia, ma finalmente anche in quel giorno il Savoia! trionfò. Eravamo impegnati dalla sera e in tutta la notte non ci fu un momento di intervallo. Stanchi sfiniti dalla grande marcia fatta la notte avanti, ma pur sorridenti, tenemmo alto il gran nome d’Italia, e l’alba ci trovò ancor freschi, pronti per nuovi attacchi. Nella notte sotto il crepitare della fucileria, improvvisammo una trincea, trincea che prima d’abbandonarla, certo tutti si sarebbe lasciato la nostra vita. La mattina di poi l’attacco fu terribile, nel quale il nemico aggirando sul fianco sinistro venne alla nostra destra. E qui ebbi la prima ferita: una pallottola battendo sopra a un sasso venne a colpirmi in un piede; ma che fa una simil ferita di fronte a un attacco terribile!

Lettera Ruggero PieriSeguitai ancor per molto tempo, nel qual certo qualcuno cadde sotto il mio fuoco, ma poi fu la mia volta; una palla mi aveva forato la coscia sinistra. Caddi a terra; un poco alla meglio fasciatomi volli riprendere il mio posto. La lotta infuriava, e il nemico sempre incalzava di più: son tre ore e non un minuto di respiro è stato concesso, quando un grido acuto parte dal fondo della trincea. Cessate il fuoco! Un silenzio di tomba ci avvolse, e poi uno squillo di tromba e un grido partono entrambi: Baionetta in canna! Non puoi credere quanto sia bello questo momento, tutti saltano al di là del fossato, le baionette luccicano al suo apparire, molti cadono riversi al suolo, colpiti da più colpi. Oh, rabbia!!! Anch’io caddi, una palla mi aveva passato la coscia destra, che ora mi era impossibile camminare. Vidi i miei compagni allontanarsi, poi più nulla ricordo di quei momenti. Ero svenuto; solo quando mi riebbi mi trovai nelle braccia del mio capitano che mi prestava le prime cure. Ma anche lui povero giovane non poté gustare fino in fondo il sapore della vittoria, che dopo poco lasciatomi in braccio a dei portaferiti, perché mi conducessero al punto di medicazione, uno shrapnel cadde a pochi metri da lui, che lo avvolse, che lo uccise. Il colpo fu terribile, tutti fummo invasi dal fumo e quando questo si fu diradato, vidi colui che mi aveva prestato le prime cure supino, al suolo, nell’agonia della morte. Povero giovane aveva 26 anni, ed era tanto buono quanto coraggioso. Di questi figli l’Italia avrebbe bisogno, ma non dubitare: molti ve ne sono e vinceremo! Non temiamo sai, Alfonso, l’insidie che su quel suolo sono molte, che rendono l’avanzata lenta, e il terreno è cosparso di mine e guai a chi accidentalmente vi inciampa. Ma il soldato italiano è intelligente, non teme la viltà dei nemici, li combatte e li vince e palmo a palmo abbandonano queste posizioni. Tuo affezionatissimo amico Ruggero Pieri”.

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2 thoughts on “Irresistibile carica alla baionetta!

  1. Di questi Eroi puri d’animo ha bisogno oggi l’Italia, non di tronisti, veline e pseudo personaggi famosi che si sciolgono come neve al sole

  2. Pingback: Segreti della storia

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