La battaglia navale di Coronel

Coronel_flotta_speeLo scoppio della Prima Guerra Mondiale, nel luglio 1914, colse ben poche navi della Marina Imperiale tedesca fuori dalle acque nazionali: tra queste, la formazione navale dell’Ammiraglio Maximillian von Spee, che si trovava in navigazione nei mari orientali, dopo aver levato le ancore dalla colonia di Kiao-Ciao, che la Germania acquisì nel 1907. Saputo dell’entrata in guerra degli Imperi Centrali contro le Nazioni della Triplice Intesa, la flotta di von Spee si divise: l’Incrociatore Emden fece rotta verso l’Oceano Indiano (dove avrebbe intrapreso una guerra di corsa), l’Incrociatore Numberg diresse verso Honolulu, mentre il resto della flotta diresse verso Samoa e poi verso i possedimenti francesi di Tahiti. Dopo aver compiuto varie incursioni contro installazioni portuali nemiche, la squadra, il 30 ottobre 1914, diresse alla fine alla volta di Valparaiso. A questo punto, per scongiurare il predominio tedesco in quelle acque, l’Ammiragliato britannico decise di intercettare il convoglio navale di von Spee, prima che potesse doppiare Capo Horn e raggiungere l’Oceano Atlantico: deputato a questo compito fu il Contrammiraglio Cristopher Craddock, comandante delle forze navali inglesi stanziate nelle Isole Falkland.

Battaglia di CoronelAnche se con una potenza di fuoco minore e con navi più lente, Craddock decise di salpare e, dopo aver superato Capo Horn nel mezzo di una tempesta, navigò con l’intenzione di intercettare von Spee e bloccare il suo accesso all’Atlantico. Le due squadre navali si avvistarono reciprocamente il 1° novembre 1914, al largo della cittadina cilena di Coronel. Entrambe le formazioni, con i loro validi comandanti, cercarono di manovrare per avere la superiorità nello scontro, ma fu von Spee a porsi sopravvento e contro costa, così da far stagliare nella luce del crepuscolo le navi britanniche. Alle ore 19.00 il tedesco Scharnhorst aprì il fuoco e pochi minuti dopo fu la volta dell’inglese God Hope; la prima svolta dello scontro navale fu una salva mortale dello Gneisenau, l’ammiraglia della formazione tedesca, che centrò in pieno, immobilizzandolo in preda alla fiamme, l’Incrociatore God Hope: pochi istanti dopo, anche il Monmouth venne colpito in pieno, scatenando numerosi incendi a bordo. A peggiorare la situazione, il mare grosso impediva alle lente navi inglesi di manovrare con velocità e sveltezza. A questo punto, lo Scharnhorst si portò alla distanza di sicurezza di 4500 metri, dove finì con le sue artiglierie di bordo l’ammiraglia inglese: il God Hope affondò così poco dopo le ore 20.00, portando con sé 920 uomini di equipaggio e lo stesso Contrammiraglio Craddock.

Incrociatore ScharnhorstUn’ora dopo si compi anche il destino del Monmouth, che ricevette il fatale colpo di grazia da un siluro. Il primo scontro navale degno di nota terminava con un grande successo della Marina Imperiale tedesca e di von Spee, che entrava in porto a Valparaiso indenne, con solo tre feriti a bordo. Dal canto suo, invece, la Royal Navy aveva perduto ben due incrociatori corazzati e oltre 1650 uomini. Un mese dopo, però, nella Battaglia delle Falkland dell’8 dicembre 1914, le sorti della guerra sul mare vennero nuovamente capovolte a favore dell’Inghilterra.

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