Sirio Rocchi, l’impassibile sentinella

Aviere RocchiLa Seconda Guerra Mondiale è piena di atti di valore e d’eroismo compiuti da singoli soldati impegnati in operazioni militari e battaglie o da interi reparti, spesso sacrificatisi per intero affinché il nemico non la avesse vinta. Fin dalle prime operazioni lungo il confine italo-francese dal giugno 1940, il soldato italiano ha mostrato, spesso in condizioni di netta inferiorità numerica e di armamento, un contegno fiero di fronte al nemico: gli episodi dell’Amba Alagi e di El Alamein sono solo i più famosi e raccontati, ma anche in terra di Russia o nei Balcani, sul Fiume Don e a Nikolajewka, sul Ponte di Perati o nell’Arcipelago del Dodecaneso.

Uno di questi episodi riguardò un soldato, o meglio un Aviere, rimasto fino ad oggi del tutto sconosciuto. Le notizie che siamo riusciti a raccogliere sono poche e frammentarie, e si sono basate su due numeri della Domenica del Corriere (29 novembre 1942) e della Tribuna Illustrata (questa datata 6 dicembre 1942). Il giovane militare della Regia Aeronautica si trovava in servizio di sentinella ad un deposito di munizioni, quando venne colto di sorpresa da un violento bombardamento aereo nemico degli anglo-americani. E’ a questo punto che il destino di Sirio Rocchi si compie; per raccontarlo, riportiamo per intero ciò che scriveva Achille Beltrame nella didascalia della Domenica del Corriere del 29 novembre 1942, a dimostrazione dello spirito di sacrificio e amor di Patria e del dovere dell’Aviere Rocchi: “Durante un bombardamento aereo nemico, mentre gli spezzoni incendiari cadevano attorno ad un deposito, l’Aviere Sirio Rocchi, di sentinella, rispondeva ai camerati che lo invitavano a porsi al riparo, com’era suo diritto: il mio posto è questo e non mi muovo! Pochi istanti dopo un nuovo scoppio uccideva l’eroico Aviere”. Da quel momento, Sirio Rocchi divenne per tutti “l’impassibile sentinella”.

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