La storia di Mario Paolucci

Mario PaolucciDurante la campagna di Russia, nei furiosi combattimenti del novembre 1942 lungo il fronte del Don, si compì il destino di Mario Paolucci, camicia nera della Divisione Tagliamento, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria. Durante un assalto, mentre le truppe italiane erano intente ad attaccare il villaggio di Schterowka, nella furia dei combattimenti il Paolucci rimase una prima volta ferito ad un braccio dea una scarica della fucileria sovietica; nonostante i suoi commilitoni gli suggerissero di recarsi al posto di medicazione nelle retrovie del fronte lasciando così la battaglia, Mario Paolucci proseguì nei suoi compiti che gli erano stati assegnati, portando con il solo braccio rimasto sano le munizioni alle prime linee in avanzata. Fu allora che si compì il suo destino: scorto il suo ufficiale comandante a terra ferito, tentò con ogni sforzo di trarlo in salvo, ma una raffica di mitragliatrice russa lo rese inabile del braccio sano. Allora, in un supremo sforzo, Paolucci decideva di afferrare, con i soli denti, un lembo della giubba del suo superiore, riuscendo a trascinare così il corpo inerte del suo superiore per un lungo tratto, finché, colpito ancora una volta dal fuoco avversario in pieno petto, si abbatté esanime sul corpo dell’ufficiale che con così eroica ostinazione aveva conteso alla morte.

Come detto, alla sua memoria il Re Vittorio Emanuele III concesse la massima onorificenza al Valor Militare, riassumendo l’intero episodio nella sua toccante motivazione: “Insofferente di attesa, pur essendo ufficiale in congedo, si arruolava come semplice gregario. Sempre volontario nelle azioni più rischiose, durante violento combattimento, si lanciava all’assalto di munite posizioni a colpi di bombe a mano, esempio e incitamento a tutti i compagni. Gravemente ferito al braccio destro, non desisteva dalla azione continuando a combattere con leonino coraggio. Raggiunta la posizione avversaria e determinatosi un violento contrattacco, poiché scarseggiavano le munizioni, attraversava la zona battuta portando alcune cassette di rifornimento col solo braccio sinistro. Visto cadere il proprio ufficiale, mentre più furiosa si scatenava la reazione nemica, prontamente accorreva per portargli aiuto. Colpito da raffica di mitragliatrice che gli immobilizzava anche il braccio sinistro, raggiungeva carponi l’ufficiale e afferratolo con i denti per un lembo della giubba, in un supremo sforzo, riusciva a trascinano, per breve tratto finché, colpito a morte, consacrava sul campo di battaglia il suo indomito eroismo. Schterowka, fronte russo, 17 luglio 1942″.

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