Vicenza 1944: la morte viene dal cielo

Bombardamento VicenzaEra già passato un anno da quando l’Italia aveva firmato l’armistizio dell’8 settembre 1943 e, formalmente, stava combattendo al fianco degli Alleati con l’umiliante etichetta di “co-belligerante”: non eravamo nemici, ma neanche alleati. Ed anche se l’armistizio aveva formalmente sancito la fine delle ostilità con gli Anglo-Americani, un pioggia di morte cadeva quotidianamente dai cieli sulle nostre città: migliaia di morti tra i civili, interi quartieri distrutti e un numero ancora oggi imprecisato di feriti e mutilati. Il 17 novembre 1944 un raid alleato compiuto 454° Gruppo con i bombardieri B24 Liberator statunitense colpirà duramente la città di Vicenza, rimanendo uno dei più drammatici e sanguinosi del Nord Italia: giorno e notte, mattina e sera, decine e decine di bombardieri alleati si accanivano su snodi stradali, linee ferroviarie, stabilimenti industriali e l’aeroporto Dal Molin. Alle 20.55 di quel 17 novembre 1944 un massiccio bombardamento colpì la città, ma sarà solo il preludio di quello del giorno successivo, che mieterà il maggior numero di vittime tra i civili: quella sera, erano state sganciate sull’aeroporto e nelle aree limitrofe oltre 105 tonnellate di ordigni ad alto potenziale.

Alle ore 10.00 del giorno successivo, 18 novembre, quando molti abitanti, per lo più civili, erano intenti a rimuovere le macerie dalle strade per poter garantire una seppur minima circolazione di mezzi e persone, risuonarono nuovamente le sirene dell’allarme aereo. L’obbiettivo del bombardamento era sempre l’aeroporto, molto strategico sia per la Luftwaffe che per l’Aeronautica Repubblicana: in gruppi di diciassette bombardieri per volte, gli Americani rovesciarono un’impressionante valanga di fuoco, tra cui numerose “bombe a spillo”, di modeste dimensioni, ma che, una volta toccato il suolo, si frantumavano in centinaia di piccole schegge in grado di dilaniare e rendere irriconoscibili le persone. Scene dantesche si presentarono agli occhi dei soccorritori a bombardamento terminato: arti sparsi ovunque, persone decapitate, una lunga distesa di corpi che portava i rifugi antiaerei che in tanti non riuscirono a raggiungere. Ma il dramma maggiore fu sofferto dal popoloso quartiere di San Bortolo, colpito dai lanci sbagliati e fuori obiettivo: anche l’ospedale non venne risparmiato, nonostante la croce rossa visibile anche dal cielo. Alla fine di quelle due giornate i morti accertati saranno più di 500 e qualche migliaio i feriti.

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2 thoughts on “Vicenza 1944: la morte viene dal cielo

  1. La storia purtroppo la scrivono i vincitori. I criminali di guerra sono gli sconfitti, ma i criminali di Hiroshima e Nagasaki, di Dresda e Vicenza sono i vincitori e nessuno può metterli in dubbio. Hanno bombardato e ucciso? Guai a chi li condanna perchè loro stavano dalla parte “giusta”… Che ipocrisia!

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