Partì dall’Antartico il disgelo della Guerra Fredda

Polo SudJohn Mearsheimer è uno dei principali teorici realisti delle relazioni internazionali: nelle sue analisi a proposito della logica di potenza, asserisce che un mondo bipolare, come quello della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, era molto più stabile di un mondo multipolare come quello attuale, in cui convivono numerose grandi potenze. Gli anni del bipolarismo, infatti, vedevano la scena internazionale guidata da due super potenze, che si equilibravano dal punto di vista militare e strategico, negli armamenti convenzionali e in quelli nucleari. Decenni, quelli dal 1945 al 1991 (quando si disgrega l’Unione Sovietica), fatti di una rincorsa a cercare sempre l’arma più forte per sconfiggere l’avversario: dal missile balistico a quello intercontinentale, dalla bomba atomica alla bomba termonucleare. Ma se la Guerra Fredda vide una lunga, e inesorabile corsa agli armamenti, compiuta più per prestigio nazionale da sfoggiare in grandi parate militari sulla Piazza Rossa o il 4 luglio a Washington che per fronteggiare un vero e proprio conflitto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, al tempo stessa segnò importanti passi nella riduzione degli armamenti.

Nel 1959 erano ancora lontani i trattati SALT e START sulla limitazione degli armamenti strategici e nucleari ed era appena cominciata la corsa allo spazio, che incrementò notevolmente, a partire dal 1957 con il lancio del primo satellite sovietico (lo Sputnik), lo sviluppo di lanciatori missilistici sempre più potenti. Il 1° dicembre 1959, infatti, la diplomazia internazionale segnò una prima battuta d’arresto al riarmo e alla politica di potenza: a Washington, veniva firmato il Trattato Antartico secondo cui le parti contraenti si impegnavano a stabilire delle linee guida per l’utilizzo pacifico delle risorse della regione antartica e per la preservazione della flora, della fauna e dell’ecosistema. In Antartide le uniche attività che sarebbero state condotte e consentite, quindi, erano quelle di ricerca e al tempo stesso venivano così interdette ogni attività che implicasse lo sviluppo di ordigni bellici, tra cui i test delle armi nucleari.

Ad oggi, al Trattato Antartico, entrato in vigore il 23 giugno 1961, aderiscono quarantacinque Paesi, divisi in due gruppi: parti consultive, cioè Paesi (in tutto ventisette) con interessi particolari in Antartide e che svolgono attività di ricerca nella regione, con diritto di voto e potere decisionale e parti contraenti, ovvero quei Paesi che non svolgono alcun tipo di attività di ricerca in Antartide (i restanti diciotto firmatari) e che non hanno alcun diritto di voto. Dopo oltre cinquant’anni dalla firma del Trattato piace pensare che il disgelo del mondo bipolare della Guerra Fredda sia partito proprio dai ghiacci desolati e freddi della regione antartica.

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