Quello schianto di trent’anni fa che costò la vita a 35 Marinai

Marinai morti ad AullaErano trentacinque Marinai di leva, in forza alla caserma della Marina Militare di Aulla, in provincia di Massa Carrara, a pochi chilometri dalla più grande base navale di La Spezia. A bordo di un pulmino della Forza Armata stavano recandosi a Torino per assistere alla partita di campionato tra la Juventus e l’Inter: si ritenevano dei fortunati, a pochi giorni dalle feste di Natale, ad essere stati sorteggiati, tra i tanti militari della caserma, per assistere alla partita di calcio. Quella mattina, a bordo del Fiat Iveco 370 avevano trovato posto trentasette Marò, poco più che ventenni, ma il destino avverso li colse mentre stavano percorrendo un viadotto dell’Autostrada Genova-Livorno, il 18 dicembre 1983. Pioveva, quella maledetta domenica: il Fiat Iveco sbandò di colpo, sbattendo contro il guardrail, lo sfondò come un proiettile impazzito e terminò la sua corsa settanta metri più in basso. Tra le lamiere contorte e accartocciate, solo quattro vennero estratti vivi, ma uno di essi morirà esattamente un anno dopo per le gravi lesioni che aveva riportato. Improvvisamente, trentacinque famiglie italiane piombarono nel dolore e nel lutto.

Articolo de L'UnitàMa a rendere ancora più straziante per le famiglie la perdita di così tanti giovani poco più che ventenni, furono gli interminabili processi che dal quel 1983 si protrassero per oltre un decennio: solo nel 2005, infatti, i tribunali giunsero ad una conclusione. Le perizie successive dimostrarono che quel vecchio pulmino non doveva circolare: due ruote, quelle posteriori, erano completamente lisce, con il battistrada ormai inesistente ridotto a pochi millimetri. Inoltre, il veicolo perdeva i pezzi e la causa del grave incidente fu il cedimento di un giunto cardanico. Durante gli estenuanti dibattimenti, di ricorsi e appelli, la responsabilità del Ministero della Difesa erano venute alla luce, ma lo sgomento e l’incredulità di una morte così assurda rimaneva: sapevano delle condizioni del mezzo, ma nonostante tutto continuava a circolare. Anzi, aveva appena superato la revisione periodica. Triste vicenda, quella dei giovani Marinai della caserma di Aulla, mandati a morire da chi, invece, doveva tutelarli e proteggerli. E come spesso avviene in Italia, ciò che riusciamo a fare meglio è dimenticare. E continuare a fare gli stessi errori: vedere le immagini del pullman precipitato questa estate in Irpinia hanno riportato nella mente dei familiari dei giovani Marinai quella maledetta domenica del 18 dicembre 1983 e di come, nel nostro bel Paese, si continui a morire per la negligenza e l’imperizia.

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