Ilmari Juutilainen, l’asso dell’Aviazione Finlandese

Ilmari JuutilainenGli Eroi non nascono per caso e, spesso, non sanno che lo diventeranno rendendo grande la loro Nazione: Ilmari Juutilainen è uno di questi. Nato a Lieksa il 21 febbraio 1914, un piccolo borgo della Carelia Settentrionale nella Finlandia Orientale, entrò nell’Esercito Finlandese subito dopo la fine delle scuole elementari, alla giovanissima età di diciotto anni: vestì la sua prima uniforme, infatti, il 9 settembre 1932 prestando servizio come telegrafista. Ma la sua passione era un’altra: il volo. Come spesso amava ricordare, da giovanissimo aveva letto una biografia del Barone Rosso, il celebre Manfred von Richthofen, considerato l’Asso degli Assi di tutti i tempi: il Barone von Richthofen, durante il primo conflitto mondiale, quando l’aviazione muoveva i suoi primi incerti passi con velivoli di legno e tela, abbatté un totale di ottanta nemici, pilotando il triplano Fokker DR1 dipinto completamente di rosso, prima di venire abbattuto sui cieli della Somme il 21 aprile 1918. Il giovane Juutilainen decise così di coronare il suo sogno: nel 1935, dopo aver seguito un corso di pilotaggio presso una scuola privata, conseguì il brevetto di pilota militare, venendo così arruolato nella Suomen Ilmavoimat, le forze aeree finlandesi. Iniziava così la sua splendida carriera di pilota da caccia: il 1° maggio 1935 venne promosso al grado di Sotilasmestari, l’equivalente di Sergente. All’orizzonte stavano profilandosi, però, le nubi della guerra. Aggregato al 24° Squadrone Caccia, seguì il suo reparto nella base di Immola, lungo il confine finno-sovietico.

Ilmari JuutilainenIl 30 novembre 1939 scoppiò la guerra d’inverno che vide la Finlandia attaccata e invasa dalle truppe dell’Unione Sovietica: ai comandi di un Fokker D.XXI ottenne nelle prime settimane di guerra le sue prime due vittorie personali, più una terza in collaborazione: il 19 dicembre abbattèé un bombardiere Ilyushin DB3 e, il 31 dicembre, un caccia Polikarpov I16. Le missioni si susseguivano ormai quotidianamente, tra operazioni di ricognizione, scorta e caccia a velivoli nemici: durante la “guerra di continuazione”, ovvero le operazioni belliche condotte dalla Finlandia a partire dal 25 giugno 1941 a fianco delle forze dell’Asse contro il colosso sovietico, gli vennero affidati i comandi di un caccia monoplano Brewster B239, con il quale abbatté ben ventotto nemici. Per la Finlandia, Ilmari Juutilainen divenne un Eroe nazionale: immortalato dalla stampa nazionale, venne paragonato ai più grandi assi della caccia tedesca, quali Erich Hartmann e Gerhard Barkhorn: la sua prima vittoria a bordo del Brewster la conseguì il 21 luglio 1941, riuscendo ad abbattere un caccia russo Polikarpov I153. La mattina del 6 febbraio 1942 decollò, agli ordini del Capitano Erik Sovelius, per una missione di ricognizione: imbattutosi in una formazione aerea sovietica, la squadriglia finlandese riuscì ad abbattere due caccia e due bombardieri nemici, questi ultimi distrutti da Juutilainen.

Formazione di Brewster 239Il 26 aprile 1942 Ilmari Juutilainen ricevette la prestigiosa Croce di Mannerheim, una delle massime onorificenze finlandesi, dopo essere diventato il 28 marzo precedente il primo pilota del 24° Squadrone ad ottenere venti abbattimenti confermati durante le fasi della “guerra di continuazione”. Il 20 settembre dello stesso anno ottenne nuove vittorie che così ricordava nelle sue memorie: “Seguii il Capitano Karhunen nell’attacco dopo che fummo assaliti da dieci MIG e Spitfire. Impegnammo combattimento e riuscii a sparare a uno Spitfire in virata. Lo mandai giù, mentre emetteva fumo, in una picchiata invertita che terminò in mare a quattro chilometri a sud est di Peninsaari. Dopo bersagliai un MIG da sotto e da dietro, mandandolo a schiantarsi in fiamme sul mare. Sparai anche ad un secondo MIG, ma senza successo”. Continuò a pilotare il caccia Brewster fino al 1943, quando venne trasferito al 34° Squadrone equipaggiato con i più moderni caccia tedeschi Messerschmitt BF109, con cui abbatté, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, altri cinquantotto avversari. Insignito di una seconda Croce di Mannerheim, rifiutò una promozione al grado di ufficiale, temendo che il nuovo grado gli impedisse di continuare a volare. La sua 94ª (e ultima) vittoria la conquistò il 3 settembre 1944 mentre si trovava in volo sull’Istmo di Carelia, abbattendo un bombardiere sovietico Lisunov Li-2. Continuò a prestare servizio nelle forze aeree finlandesi fino al 1949, quando si congedò per intraprendere la professione di pilota civile. Nel 1997, all’età di 83 anni, tornò ai comandi di un aereo militare per l’ultima volta, volando su un cacciabombardiere F18 Hornet della “sua” Ilmavoimat. Ilmari Juutilainen morì il giorno del suo ottantacinquesimo compleanno il 21 febbraio 1999, con negli occhi il ricordo del suo ultimo volo di due anni prima.

La forza aerea finlandese, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, annoverò tra le sue fila molti altri Assi, quali Hans Wind (con all’attivo 75 vittorie) e Eino Luukkanen (ben 56 abbattimenti), che nulla avevano ad invidiare ai loro colleghi tedeschi, sovietici, americani e inglesi, soprattutto se si considerano i modesti apparecchi con cui operavano, specie se rapportati agli Spitfire della Royal Air Force, ai MIG russi o ai Messerschmitt della Luftwaffe, molto più veloci, maneggevoli e pesantemente armati: i Brewster B239, ad esempio, erano armati con quattro mitragliatrici calibro 12,7 mm, mentre gli Spitfire inglesi montavano, oltre a quattro mitragliere calibro 7,7 mm, anche due cannoncini del calibro 20 mm. Solo quando la Suomen Ilmavoimat venne equipaggiata con i più moderni Messerschmitt tedeschi, al valore e all’astuzia dei piloti finlandesi si unì una parità nel livello tecnologico negli aeromobili.

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