Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 3 –

latorre-gironeTorniamo nuovamente ad occuparci della vicenda dei Fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, ancora detenuti in India con l’accusa, mai provata dalle locali autorità, di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. Dopo lo scoop fornito dal Giornalista Toni Capuozzo sulla discrepanza degli orari forniti dalle autorità indiane in merito alla sparatoria contro il peschereccio e l’azione di fuoco dei nostri militari e il disastro diplomatico italiano del mancato arbitrato internazionale, rivolgiamo nuovamente delle domane al Generale Fernando Termentini, che da sempre si batte per il rientro in Italia dei due militari del Reggimento San Marco, ormai da due anni prigionieri in India.

1. La NIA, l’organo preposto allo svolgimento delle indagini sulla questione dei Fucilieri di Marina, ha nuovamente spostato e rinviato l’udienza alla fine del mese, al 30 gennaio. I legali di Massimiliano e Salvatore si dichiarano soddisfatti, mentre dalla Farnesina continuano a dire che tutta la vicenda si risolverà a breve: e intanto sono passati due anni. Questo continuo procrastinare da parte delle autorità indiane non è il sintomo di chi “non sa che pesci prendere” perché tutte le prove (balistiche, testimonianze) scagionerebbero i due militari italiani).

Una precisazione. L’Udienza l’ha spostata il giudice monocratico e la NIA ancora non ha presentato il report finale  delle indagini. L’ottimismo dei legali indiani credo che sia quello comune a tutti i legali del mondo che espletano un mandato difensivo in un processo sicuramente non facile. L’ottimismo del Ministero degli Affari Esteri invece secondo me è assolutamente incomprensibile e non si comprende sulla base di quali elementi sia fondato. A tale riguardo vorrei ricordare che il Commissario di Governo designato a gestire la vicenda dei due Marò, il Dottor Staffan De Mistura giustificò, ad aprile dello scorso anno e successivamente in una recente trasmissione radiofonica, che si era rinunciato al ricorso all’Arbitrato Internazionale perché ci sarebbero voluti almeno sei mesi. Ebbene i sei mesi sono trascorsi abbondantemente e la vicenda è ancora in alto mare. Concordo con Lei sull’ipotesi che l’India si sia infilata in un loop decisionale difficile da gestire anche soprattutto in prossimità delle elezioni. A tale riguardo torno a ripetere quello che ho già detto varie volte: se il Governo non li avesse estradati per la terza volta il 22 marzo 2013, in deroga alla costituzione ed al Codice Penale ed avviato immediatamente l’Arbitrato internazionale, ora la questione sarebbe chiusa con i militari in Italia e non soggetti al ricatto indiano. Peraltro notizia di oggi che forse stanno rischiando l’arresto (http://www.giornalettismo.com/archives/1290031/la-polizia-indiana-vuole-la-custodia-dei-due-maro/). Per quanto attiene, poi, alla ipotesi di una violazione delle leggi italiane in tema di estradizione ho formalizzato il tutto in ottobre alla Procura di Roma a mezzo fax, non so ancora nulla e comincio a sospettare che l’azione penale in Italia non sia più obbligatoria.

2. Sui social network ormai si sta creando una rete di solidarietà per Massimiliano e Salvatore, così come per le famiglie. Un silenzio imbarazzante, invece, viene dal Governo: dopo gli ultimi viaggio del rappresentante speciale De Mistura, il ministro degli esteri preferisce andare in Iran. Non sarebbe stato meglio recarsi a Nuova Delhi?

Il Ministro degli Affari Esteri Emma Bonino è palesemente impegnata ad attività internazionali di carattere generale piuttosto che di occuparsi direttamente di casi singoli di cittadini italiani. In Congo manda una delegazione di funzionari, in India non partecipa all’evento Europa-Asia e delega un direttivo del Ministero, sui Marò oltre a sperare non dice nulla se non negar loro le garanzie proprie di uno Stato di Diritto affermando che “non è accertata l’innocenza dei Marò” (Repubblica, 19 settembre 2013).

3. L’astio (e possiamo dire anche l’odio, ormai) delle autorità indiane nei confronti dei nostri due connazionali è possibile calarlo anche nei rapporti che l’Italia ha negli ultimi anni stretto con il Pakistan, storico nemico regionale dell’India? Penso alla vendita di Fregate da parte della Marina o lo svolgimento, nel 2006, della prima edizione degli “Staff Talks” di Forza Armata o le numerosi visite di nostre unità navali nei porti pakistani durante le operazioni in Oceano Indiano (in fin dei conti, la diplomazia navale ha più effetti di quella degli ambasciatori…)

Un’ipotesi più che condivisibile e che potrebbe trovare riscontro anche in un possibile interesse del Pakistan perché l’India non acquisti elicotteri in grado di volare a 5000 metri, strumento che garantirebbe a Delhi il completo controllo del Kashmir, zona di contesa quarantennale fra i due Paesi.

4. Adesso che l’Italia assumerà il semestre nella presidenza dell’Unione Europea non sarebbe opportuna per il Governo fare pressioni sugli organismi preposti alla politica estera e di giustizia, anche solo per riacquistare un po’ di credibilità a livello internazionale?

Credo che sia tardi. Sia il Governo Monti e soprattutto l’attuale avrebbero dovuto pretendere un interessamento completo dell’Unione Europea, dell’ONU e finanche della NATO. Se non lo hanno fatto fino ad ora non lo faranno più e continueranno a svendere sovranità nazionale e a cedere come merce di scambio due militari italiani negando loro anche la garanzia dell’immunità funzionale, diritto sacrosanto di qualsiasi soldato al mondo in missione operativa per il Paese di appartenenza.

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One thought on “Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 3 –

  1. Pingback: Il fiocco giallo per i nostri Fucilieri | Segreti della storia

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