A proposito di Jan Palach e degli altri… Immolarsi per la libertà

Jan PalachIl 16 gennaio 1969, in Piazza San Venceslao a Praga, un giovane studente di ventun’anni si dava fuoco dopo essersi cosparso il corpo di benzina: Jan Palach, dopo tre giorni di straziante agonia su un letto di ospedale, morirà. Al suo funerale, celebrato il 25 gennaio, partecipò una folla di oltre seicentomila persone, riunite in composto e religioso silenzio, sfidando quelle truppe dell’Armata Rossa che appena un anno prima avevano stroncato la primavera cecoslovacca. Anni difficili, anni di guerra fredda. Nei quaderni e negli appunti del giovane studente fu rinvenuto questo scritto, in cui motivava il suo gesto estremo: Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo. Il nostro gruppo è Jan Zajiccostituito da volontari, pronti a bruciarsi per la nostra causa. Poiché ho avuto l’onore di estrarre il numero uno, è mio diritto scrivere la prima lettera ed essere la prima torcia umana”. Poco più di un mese dopo, il 25 febbraio, un altro studente seguiva il suo esempio: Jan Zajic, 19 anni, diventa la seconda torcia umana, in quella stessa piazza dove era arso Jan Palach. Prima di congedarsi dai suoi amici, consegnò loro una toccante lettera, indirizzata alla sua famiglia: Mamma, papà, fratello e sorellina! Quando leggerete questa lettere sarò già morto o molto vicino alla morte. So quale profonda ferita provocherò in voi con questo mio gesto, ma non preoccupatevi per me… Non lo faccio perché sono stanco della vita, ma proprio perché la apprezzo. E la mia Evzen Plocekazione ne è forse la migliore garanzia. Conosco il valore della vita e so che è ciò che abbiamo di più caro. Ma io desidero molto per voi e per tutti, perciò devo pagare molto”. Il giovane Jan Zajic non scelse una data a caso: il 25 febbraio 1969, infatti, ricorreva il ventunesimo anniversario del colpo di stato comunista in Cecoslovacchia che rovesciò, di fatto, il governo democratico di Edvard Benes. Il 4 aprile 1969, un nuovo suicidio cercò di risvegliare la coscienza cecoslovacca: si trattava di Evzen Plocek, che si diede fuoco nella piazza principale di Jihlava;  poco prima d’immolarsi, mostrò un drappo con la scritta “La verità è rivoluzionaria, scrisse Antonio Gramsci, ed io non sopporto quelli senza alcun sentimento”: trasportato d’urgenza in ospedale, morirà dopo cinque giorni, il 9 aprile. Solo dopo la sua morte, la stampa locale pubblicò un breve articolo su un uomo che si era dato fuoco.

Ryszard SiwiecNumerosi furono le auto-immolazioni per protesta contro il regime di terrore in Unione Sovietica e nei paesi satelliti del Patto di Varsavia: da quando Ryszard Siwiec si diede fuoco l’8 settembre 1968 per protestare contro la partecipazione della sua Polonia all’invasione della Cecoslovacchia, molti altri decisero di sacrificare la propria vita per la causa della libertà. Vasyl Makukh, Sandor Bauer, Eliyahu Rips, Marton Moyses, Romas Kalanta, Antanas Kalinauskas, Oskar Brusewitz, Alain Escoffier, Hartmut Grundler, Oleksa Hirnyk, Liviu Cornel Babes, Vytautas Viciulis, Stanislovas Zemaitis e Rimantas Daugintis offrirono i loro corpi al fuoco nella speranza di vedere nascere governi democratici e non più sottomessi all’Unione Sovietica. Ma il sacrificio supremo della vita vide tanti altri giovani che si davano fuoco per protesta anche dall’altra parte della “cortina di ferro”, negli Stati Uniti, contro quella guerra in Vietnam che tanti giovani strappava al loro futuro. E ancora oggi la protesta dell’immolazione con il fuoco è attuata in Tibet, da quei monaci buddisti che attuano il loro dissenso e la loro opposizione contro la politica autoritaria del Governo di Pechino sulla regione. Ma anche la nostra Europa, negli ultimi anni, ha visto crescere la lista dei suicidi: non contro la dittatura di regimi politici o militari, ma contro la dittatura economica della Banca Centrale e dell’euro, colpevoli di aver distrutto intere economie con i loro tassi di interesse e i loro parametri da rispettare.

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