I caduti di Vergemoli

Mortai USA in GarfagnanaVergemoli è un piccolo comune della Garfagnana, in provincia di Lucca, teatro nell’ultima guerra mondiale di aspre e dure battaglie tra gli eserciti alleati e italo-tedeschi, che si affrontarono al di qua e al di là della Linea Gotica, dall’agosto 1944 all’aprile 1945, in quella che lo scrittore Gabriele Ronchetti ha definito, paradossalmente, come l’ultima vittoria di una guerra ormai perduta dei resti delle forze dell’Asse, che resistettero per oltre sette mesi alle offensive dei Generali Alexander e Clark e infliggendo, al tempo stesso, pesanti e ingenti perdite agli attaccanti. Il fronte della Garfagnana risultò uno dei più duri di tutta la Linea Gotica, soprattutto per gli impervi luoghi montuosi che si snodavano lungo le Alpi Apuane e gli Appennini: a “pagarne il conto”, tuttavia, fu la popolazione civile che si trovò così al centro dei combattimenti, durante uno dei inverni più freddi mai registrati. Tra i bombardamenti americani, i sabotaggi dei partigiani e le rappresaglie tedesche sulla popolazione, a partire dall’agosto 1944 si consumò una logorante guerra di posizione, fatta di pochi avanzamenti privi di qualsiasi rilevanza militare, che ricordavano i tragici anni della Grande Guerra: si consumarono, invece, prima dell’offensiva alleata finale della primavera 1945, piccoli episodi bellici, fatti di attacchi a pattuglie, sabotaggi a ponti e arterie stradali e limitate azioni e offensive di alleggerimento, come l’Operazione Wintergewitter (nota come l’offensiva di Natale), che investì le linee americane schierate tra i paesi di Gallicano, Barga, Coreglia Antelminelli, Sommocolonia, Castelnuovo Garfagnana e Vergemoli.

Postazione del San Marco in azioneProprio a Vergemoli, nel piccolo cimitero locale, vi è una tomba comune che raccoglie i poveri resti di sette militari (sei Italiani, di cui uno ignoto, e un tedesco rimasto senza nome), ultima testimonianza di questi scontri che per sette mesi tennero impegnate le forze italo-tedesche e quelle alleate, caduti in altrettante imboscate e limitati combattimenti nell’inverno 1944. Il 5 novembre 1944, durante un’azione di pattugliamento e di ricerca di eventuali partigiani, un gruppo di Marò della Divisione di Fanteria di Marina San Marco di stanza a Vergemoli, ingaggiarono un breve conflitto a fuoco con elementi ostili, presumibilmente con partigiani della Brigata Lunense che operava nella zona: caddero nel combattimento il Marò Bruno Berdozzo, 20 anni, effettivo alla 7a Compagnia del 2° Battaglione, 6° Reggimento, ed un altro suo commilitone rimasto ignoto. Un mese dopo, il 4 dicembre, una grossa pattuglia composta questa volta da Alpini della Divisione Monterosa e da elementi tedeschi, scese dalle pendici di Grottorotondo verso Vergemoli, per eliminare una postazione americana, che con il tiro dei suoi mortai e cannoni infastidiva le posizioni tenute dall’esercito della Repubblica Sociale. Nello scontro che seguì caddero tre Alpini ed il sottufficiale tedesco rimasto senza nome: i caduti della Divisione Monterosa furono il Caporalmaggiore Giovanni Giabbani e gli Alpini Emilio Zignago e Marino Previtali, tutti effettivi al 1° Reggimento. Furono gli abitanti del luogo che, per dare una degna sepoltura a quei soldati poco più che ventenni, riaprirono la fossa in cui riposavano i due Marò e vi inumarono gli altri quattro caduti. Passarono i mesi e l’inverno: il Generale Clark diede avvio con la primavera all’offensiva finale che permise di sfondare la Linea Gotica e di effettuare una rapida avanzata verso la Pianura Padana e il Nord Italia. Venne dato così l’ordine di ritirata generale e fu allora che il Sergente Paolo Pellegrini, del 1° Reggimento Bersaglieri della Divisione Italia, abbandonò la sua postazione, discendendo verso Vergemoli dalle quote sovrastanti: aveva forse intenzione di darsi prigioniero alle truppe alleate, ma non lo sapremo mai. Il 16 aprile 1945, assieme al suo cane, si trovò a transitare all’interno di un campo minato: probabilmente, l’animale provocò l’esplosione accidentale di un ordigno che uccise sul colpo entrambi. Ancora una volta la piccola tomba comune venne riaperta, per accogliere questo Bersagliere caduto negli ultimi giorni di guerra.

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