I MAS in azione sul Mar Nero

L'autocolonna dei MASLa campagna di Russia è quasi sempre raccontata attraverso le vicissitudini che dovettero affrontare il Corpo di Spedizione (lo CSIR) e poi l’Armata Italiana (ARMIR), focalizzando l’attenzione sulle grandi unità di terra, come le Divisioni Alpine Julia e Tridentina. In pochi conoscono, invece, l’epopea di uno sparuto gruppo di militari della Regia Marina, comandati dal Capitano di Fregata Francesco Mimbelli, valoroso soldato decorato MAS sul Mar Nerocon ben dieci Medaglie al Valor Militare (una d’Oro, tre d’Argento, cinque di Bronzo e una Croce di Guerra), nonché insignito della Croce di Ferro tedesca di Prima e Seconda Classe, composto a partire dal marzo 1942 da personale proveniente dalla X Flottiglia MAS, che già si era fatta onore sul Mediterraneo e a Gibilterra. Lo Stato Maggiore della Marina italiana rispose ad una richiesta tedesca di poter schierare sul Mar Nero piccole unità sommergibili e di barchini veloci per contrastare la presenza di incrociatori e mezzi subacquei sovietici. E qui venne la prima difficoltà: essendo la Turchia neutrale e, pertanto, impossibile un trasporto dei mezzi attraverso lo Stretto dei Dardanelli, i sei sommergibili tascasbili Classe CB, i cinque motoscafi siluranti e i cinque barchini esplosivi vennero trasferiti via terra fino alle coste del Mar Nero, facendo base nei porti della Crimea di Jalta e Feodosja. Giunta sul luogo d’operazioni, e rinominata 101 Flottiglia MAS, prese parte alle operazioni contro la città di Sebastopoli, assediata dalle truppe tedesche della Wermacht dall’ottobre 1941. Alle operazioni contro la città, prese parte anche il Capitano di Corvetta Salvatore Todaro, futuro comandante Medaglia d’Oro al Valor Militare del Sommergibile Cefalo, distinguendosi per ardimento e perizia nella condotta dei MAS posti sotto il suo comando, ricevendo una Medaglia d’Argento al Valor Militare: “Organizzatore sagace ed appassionato nei mezzi d’assalto si offriva per guidarli all’azione nelle acque di una munitissima piazzaforte sovietica. Esempio a tutti di audacia e di intrepidezza era sempre primo nelle imprese più rischiose e difficili. Attaccava a brevissima distanza una unità di vigilanza nemica e sapeva poi abilmente sottrarsi alla sua reazione. Avvistate in pieno giorno piccole unità cariche di soldati nemici con armi automatiche di ogni genere, si lanciava al loro attacco mitragliandole a brevissima distanza. Persisteva nell’azione fino ad esaurimento delle munizioni, benché il suo secondo pilota fosse stato gravemente ferito ed il suo mezzo raggiunto da molti colpi dell’avversario. Acque di Sebastopoli, giugno 1942”. Caduta la città, a partire dal luglio 1942 l’unità italiana del Comandante Mimbelli venne dislocata sul Mar d’Azov, per fornire dal mare protezione al traffico tedesco di materiali e rifornimenti di munizioni e uomini.

MAS in azione a SebastopoliProprio durante il servizio sul Mar d’Azov, la flottiglia di MAS italiani inflisse alcune delle più gravi perdite che le forze navali sovietiche abbiano mai registrato durante tutto il corso della Seconda Guerra Mondiale: nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1942, il MAS 568 al comando del Tenente di Vascello Emilio Legnani, durante un servizio di vigilanza e scorta a delle motobettoline tedesche che stavano trasferendo un gruppo di militari verso la linea del fronte, si trovò faccia a faccia con una grossa formazione navale sovietica, alla ricerca delle unità italo-tedesche. Nonostante il vento contrario e il mare mosso, l’equipaggio italiano manovrò abilmente la piccola imbarcazione tra le cannonate e il fuoco Corriere della Sera - MAS nel Mar Neronemico: a distanza di lancio, il Tenente Legnani fece partire i suoi due siluri, che centrarono in pieno l’unità maggiore, l’Incrociatore Molotov, che esplose violentemente pochi minuti dopo. Inoltre, venne gravemente danneggiata anche un’altra nave sovietica, il Cacciatorpediniere Kharkov, che dovette essere rimorchiato dalle altre unità navali per non andare definitivamente perduto. Per questa azione, il Tenente di Vascello Emilio Legnani ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare: Comandante di MAS veloce, operante in mari lontani, dava prova in audaci missioni di guerra di perfetta preparazione, di sereno ardimento e di elevata perizia nella condotta del potente insidioso strumento bellico a lui affidato. Destinato ad effettuare una difficile missione di agguato, dirigeva decisamente per intercettare una formazione navale sovietica, composta di un incrociatore e un cacciatorpediniere, sfidandone con coraggio ed audacia l’intenso e ben aggiustato tiro che inquadrava ripetutamente la piccola unità. Nonostante le sfavorevoli condizioni di luce e la martellante azione di fuoco dell’avversario, mirava decisamente all’obiettivo, e, giunto a breve distanza, lanciava contro la prima e più grossa unità due siluri che, esplodendo, avvolgevano in una nube di fuoco la nave nemica che in pochi minuti affondava. Compiuta l’eroica gesta che rinnovava con insuperabile slancio le gloriose tradizioni dei nostri MAS, si disimpegnava dalla furiosa reazione dell’unità nemica di scorta e dagli insistenti attacchi aerei, raggiungendo, senza perdite, la propria base. Egli veniva così a dimostrare come lo spirito che anima i marinai d’Italia, sappia piegare in qualsiasi cimento la forza avversaria e su essa, osando l’inosabile, trionfare. Mar Nero, notte sul 3 agosto 1942″.

MAS a Yalta - 1943Fu solo l’andamento generale delle operazioni in territorio sovietico che posero fine alle azioni dei MAS italiani sul Mar Nero e sul Mar d’Azov: gli ultimi barchini presenti furono ceduti alla marina tedesca e gli equipaggi rimpatriati. Restò operativo nel porto di Sebastopoli solo il gruppo dei sommergibili tascabili CB, fino a quando l’armistizio dell’8 settembre 1943 pose fine anche al loro servizio: gli equipaggi vennero tutti internati nei campi di concentramento tedeschi e i mezzi acquisiti dalle forze armate della Romania. Complessivamente, durante tutta l’attività della 101 Squadriglia, vennero affondate tre navi da trasporto, il Sommergibile Qquoka, oltre ai già citati Molotov Kharkov, a fronte della perdita di un solo sommergibile CB e di due MAS, mentre le perdite umane ammontarono a solo due marinai uccisi e dieci feriti. L’ultimo capitolo delle piccole, ma letali, siluranti italiane venne scritto nelle acque del Lago Ladoga, dove dal 22 giugno 1942 vennero schierati quattro MAS della XII Squadriglia, agli ordini del Capitano di Corvetta Giuseppe Bianchini, presso la base operativa di Sortanhlati, in appoggio all’esercito della Finlandia, alleata dei Tedeschi contro l’Unione Sovietica di Stalin, durante le fasi salienti dell’assedio a Leningrado. Anche durante questo servizio, furono portate a termine numerose azioni di guerra, nel corso delle quali i MAS affondarono una cannoniera e colpirono, danneggiandole, altre unità sovietiche. Nell’inverno 1942, ceduti alla marina della Finlandia i mezzi d’assalto, la squadriglia venne sciolta e gli equipaggi, al completo, fecero ritorno in Italia.

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