Il dramma di Lentini

Tragedia di Lentini - L'Unità 001Le conseguenze della vicenda che il 12 luglio 1984 coinvolse un velivolo militare dell’aviazione statunitense Lockheed C141 Starlifter, schiantatosi dopo un’avaria nelle vicinanze del Lago Biviere, alle porte di Lentini in provincia di Siracusa, non Tragedia di Lentini - L'Unità 002sono ancora oggi state del tutto chiarite. Ma cerchiamo di capire cosa successe in quella drammatica giornata. Il volo programmato del C141 doveva svolgersi senza troppi problemi, essendo considerato una routine dagli uomini della base NATO di Sigonella, sede del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare Italiana e della Naval Air Station della Marina Statunitense: alle ore 14.45, però, i contatti radio con il velivolo e i nove membri dell’equipaggio cessarono improvvisamente, facendo subito presagire il peggio. Nessun militare si salvò nel drammatico incidente. Dall’inchiesta che ne seguì, il disastro fu dovuto ad un’avaria ad uno dei motori che, danneggiandosi gravemente, proiettò alcuni residui verso gli altri motori; questi si incendiarono, sprigionando fumi velenosi che intossicarono l’equipaggio. Appena 198 secondi dopo il decollo, il velivolo, senza più il controllo dei piloti avvelenati dai vapori e dai fumi sprigionati dall’incendio a bordo di alcuni materiali contenuti nel vano di carico, effettuò una brusca virata prima di schiantarsi al suolo in una palla di fuoco. Solo dopo questo grave incidente aereo, i vertici militari dell’aeronautica americana dotarono gli equipaggi di occhiali anti-fumo in aggiunta alle maschere di ossigeno di emergenza.

Base aerea di SigonellaMa fin da subito qualcosa non andò nella conduzione delle indagini. Le autorità statunitensi sottrassero l’intera inchiesta all’autorità italiana e, immediatamente dopo l’incidente, il luogo dello schianto venne recintato e presidiato dalla stessa polizia militare dell’aviazione statunitense. Ma ciò che ha fatto calare un’ombra di mistero furono le morti “sospette” dovute a tumori e C141leucemie che cominciarono a colpire la popolazione negli anni seguenti il disastro aereo. Ovviamente, sono solo ipotesi, ma molti hanno avanzato la tesi che il velivolo decollato dalla base di Sigonella trasportasse a bordo materiali o munizioni contenenti uranio impoverito: a conferma, poi, della presenza a bordo dei velivoli da trasporto C141 di materiali contenenti il tristemente famoso scarto delle centrali nucleari, vi è il Rapporto NUREG-1717 della Nuclear Regulatory Commission di Washington del giugno 2001, dove si afferma, senza tanti giri di parole, che diversi velivoli (tra cui i Lockheed C130 e C141) utilizzano contrappesi contenenti uranio impoverito per meglio stabilizzare il volo. In ogni caso, a partire dagli Anni Novanta, nelle zone di Lentini, Francofonte, Carlentini e Scordia sono stati rilevati degli anomali aumenti di leucemie, specialmente tra i bambini da 0 a 4 anni, e tra gli anziani: ma se tra gli abitanti più vecchi la causa può ricercarsi anche nell’uso indiscriminato e all’esposizione di pesticidi chimici, nei bambini di pochi anni la causa scatenante deve essere un’altra. Stando, poi, ad una ricerca dell’Associazione Italiana Registro Tumori, del Professor Anselmo Madeddu, già a partire dal 1980 i tassi di patologie tumorali sono mediamente più alti, tanto che passano dal 15,4% (1980-1990) al 21,0% (1990-2001): ma anche analizzando questo riscontro, nel trarre conclusioni, bisogna andarci con “i piedi di piombo”. Infatti, l’incremento generale è simile a quello del resto di tutta la provincia (anzi, la crescita ha la stessa tendenza della Sicilia in generale), ma ciò che contraddistingue Lentini è che i dati di partenza sono ben più elevati della media riscontrata. Il problema deve, quindi, essere un altro e il C141 solo una eventuale concausa.

Infatti, a peggiorare la situazione della Sicilia Sud-Orientale, e di Lentini in particolare, come abbiamo introdotto sopra, si aggiungono l’amianto, i rifiuti industriali, chimici e famaceutici sversati e abbandonati in discariche improvvisate a cielo aperto da associazioni criminali e mafiose, provenienti dal Nord Italia: quello stesso “settentrione” che, quasi quotidianamente, usa parole di disprezzo per questa parte di Italia così bella ma così sfortunata, per poi sversare nel suo territorio qualsiasi porcheria prodotta dalle grandi industrie dei principali centri siderurgici del nord-est. Del resto, analisi svolte dalle ASL della regione (XIII riunione scientifica dell’Associazione Italiana Registri Tumori, tenutasi dal 6 al 9 maggio 2009) hanno evidenziato come la motivazione delle patologie tumorali sia da ricercare nell’uso indiscriminato di pesticidi. Per di più, la stessa relazione presentata alla riunione del 2009 ha scritto “nero su bianco” che a Lentini “si è osservato un lieve incremento di tutti i tumori del sistema emolinfo, eccetto che per i Linfomi Hodgkin”. E sono proprio questi ultimi che sono stati diagnosticati a tanti militari esposti a particelle di uranio impoverito di ritorno dalle missioni nei Balcani o che hanno prestato servizio nei poligoni militari della Sardegna: l’aereo, quindi, non può essere l’unica motivazione plausibile, forse una concausa. Quello che è certo, tuttavia, è la passività delle istituzioni, e dello stato, che hanno permesso il protrarsi di una situazione insostenibile per il territorio siciliano, dove a pagarne le conseguenze sono, ancora una volta, i cittadini.

Per saperne di più, il documentario di Rai News 24, L’assedio di Lentini. Inchiesta su una strage silenziosa, di Angelo Saso (con la collaborazione di Rosa Maria Di Natale), per il programma L’Inchiesta, condotto da Maurizio Torrealta.

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5 thoughts on “Il dramma di Lentini

  1. Beh, certamente tutto non è imputabile all’aereo, e come dice l’articolo, una verità non ci sarà mai, specie nel stabilire i rapporti di causa-effetto: alla fine si dice chiaramente della presenza di discariche abusive, amianto, di rifiuti chimici e industriali. Però è strano che, nel luogo dove cadde l’aereo, metri e metri di terreno furono asportati dai militari americani nei mesi seguenti. E questo è facilmente riscontrabile dalle cronache locali dei quotidiani. Un po’ come a Seveso: le malattie ci sono sempre state, ma da quando fuoriuscì la diossina, i casi di tumore sono esponenzialmente aumentati. Però, come non è possibile stabilire con assoluta certezza che la causa sia il velivolo, così non possiamo togliergli i dubbi su quell’aereo precipitato

    • La cosa che mi infastidisce è che tutti sono pronti ad accusare l’aereo caduto ma nessuno osa parlare delle discariche abusive mafiose, vedi terra dei fuochi, nè delle sostanze proibite usate da agricoltori senza scrupoli o semplicemente ignoranti, dell’inquinamento delle falde acquifere per mancanza di depuratori, della possibilità di cause infettive per certi tipi di linfomi e di tutte quelle piccole e grandi inciviltà che contribuiscono a rendere tossico l’ambiente in cui viviamo.

      • Credo che una verità certa non ci sarà mai e, probabilmente, è “nel mezzo”. Anche tu dici che “probabilmente” è colpa dei pesticidi, ma quell’avverbio non da la certezza del 100%. Su questa storia, poi, gli stessi abitanti non sono mai concordi: se si punta il dito sull’areo, la colpa è di discariche e pesticidi; se si punta il dito su questi ultimi, la responsabilità va ricercata nel C141 e in Sigonella (nonché nei missili di Comiso). Lasciando perdere quelli che affermano che a Lentini non si muore per leucemie e tumori, la possibilità più verosimile è un mix di cause e concause: pesticidi, discariche, rifiuti mal getiti, l’aereo e le esercitazioni militari.

  2. Seguo il blog fin dall’inizio e ti posso assicurare che nessuno accusa di tutti i mali il C141. Anzi, uno dei primi post che lessi trattava proprio delle ecomafie (in particolare le “navi a perdere”) e dei rischi annessi e connessi. Da quello che vedo è un blog di storia contemporanea, che spazia dalla prima guerra mondiale ai giorni nostri, e per questo focalizzare solo su un argomento renderebbe poco fruibile il tutto. Mi sembra anche ben fatto per il grado di obiettività e i commenti, lasciati liberi, accettano il confronto. Ed anzi, qui nessuno da la colpa all’areo: neanche si fa riferimento al possibile carico di uranio impoverito che secondo molti portava a bordo per controbilanciare l’assetto, ma si riportano solo dati di un professore del centro ricerche dell’università. Poi se qualcuno legge solo un’accusa al C141, credo che si stia sbagliando, dato che fino a prova contraria anche i tanti preoccupanti pesticidi non hanno mai dimostrato un nesso causa-effetto con le malattie

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