Inferno su Dresda

DresdaNotte tra il 13 e il 14 febbraio 1945. Una pioggia di fuoco si abbatté sulla città tedesca di Dresda, una delle culle d’Europa per cultura e storia. Fu una vera e propria strage di innocenti, che colpì esclusivamente civili e pochissimi obiettivi militari, venendo distrutto in maniera pressoché assoluta e totale il centro storico, con i suoi palazzi e le sue case. Dresda aveva già subito due bombardamenti, concentrati però su obiettivi strategici e industriali: il 7 ottobre 1944 e il 16 gennaio 1945 i raid colpirono esclusivamente i pressi della ferrovia. Ma il bombardamento del 13 e 14 febbraio fu completamente diverso: nei piani degli Alleati predisposti alla Conferenza di Jalta del 4 febbraio precedente, Dresda fu inserita in una lista di città, assieme a Berlino, Lipsia e Chemnitz su cui si sarebbero riversate migliaia di tonnellate di bombe. Secondo il piano d’attacco, la città doveva essere colpita da una forza congiunta americana, che avrebbe attaccato nelle ore diurne, e da una forza aerea della RAF, la Royal Air Force inglese, con il compito di attaccare la notte: a causa del maltempo durante il giorno, però, il raid britannico fu il primo a colpire.

Dresda1Fu così che nella notte del 13 febbraio 1945, una formazione composta da Avro Lancaster e Mosquito, in tutto ben 805 aerei, scaricò sull’ignara popolazione che dormiva tranquilla nelle proprie abitazioni, non meno di 1478 tonnellate di bombe esplosive e 1182 tonnellate di bombe incendiarie; la mattina successiva, mentre i soccorsi stavano cercando di trarre in salvo i superstiti e Dresda2prestare soccorso ai feriti, la città fu attaccata in quattro ondate successive dai B17 americani, lanciando ben 1250 tonnellate di bombe, tra esplosive ed incendiarie: l’inferno di fuoco che si abbatté sulla città della Sassonia fece salire la temperatura a oltre 1500°C, facendo letteralmente sciogliere ed evaporare le persone. A rendere Cadaveri a Dresdaancora più drammatica la situazione per i civili e i soccorritori trovatisi allo scoperto nelle vie della città, fu un fenomeno che venne denominato “tempesta di fuoco”: l’improvvisa aria calda degli incendi ad alte temperature, entrando in contatto con l’aria fredda a terra, creava dei vortici e cicloni tra le strette strade di Dresda, che si incanalavano tra gli alti palazzi risucchiando nelle fiamme chi tentava di fuggire. Testimonianze degli osservatori dei bombardieri B17 riferirono di aver osservato, ad oltre 8000 metri di altezza, travi di legno e materiali di ogni genere che venivano sollevati da questa corrente ascensionale. Il triste destino della violentata Dresda venne infine segnato da due ulteriori bombardamenti: il 2 marzo 1945, altre mille tonnellate di bombe distrussero quel poco che restava ancora in piedi degli edifici, mentre il 17 aprile si riversarono 1718 tonnellate di bombe, tra esplosive ed incendiarie. L’esatto numero di vittime fu impossibile da quantificare: nel 1939, la città di Dresda contava circa 642.000 abitanti, a cui si aggiunsero non meno di 200.000 rifugiati e sfollati delle città vicine; secondo alcuni storici, una valutazione di vittime, seppur approssimativa, sarebbe tra i 25.000 e i 35.000 morti: sui registri ufficiali tedeschi risultano 21.271 sepolture di resti umani ritrovati. Da tale elenco sono quindi esclusi eventuali corpi completamente distrutti dalla tempesta di fuoco.

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4 thoughts on “Inferno su Dresda

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