L’ardita azione del Lupo del 21 maggio 1941

Torpediniera LupoImpostata nel 1936 per la Regia Marina nei cantieri del Quarnaro, nella città di Fiume, la Torpediniera Lupo venne varata l’anno successivo, il 7 novembre 1937, per essere aggregata all’VIII Squadriglia Torpediniere di stanza a Rodi, assieme alle gemelle Lince, Libra e Lira; allo scoppio del conflitto, agli ordini del celebre Capitano di Fregata Francesco Mimbelli iniziò ad operare nel Mar Mediterraneo Orientale e nel Mar Egeo in missioni di scorta ai convogli mercantili che incrociavano in quelle acque. Il 30 gennaio 1941 si rese protagonista, assieme alla Torpediniera Lince, di un’azione contro un convoglio inglese, riuscendo a danneggiare gravemente con due siluri la nave cisterna Desmoulea, adibita al trasporto di nafta e cherosene; un mese dopo, 25 febbraio, prese parte all’operazione militare per la riconquista dell’isolotto di Castelrosso, situtato all’estremità dell’Arcipelago della Grecia, che era stato precedentemente occupato da un’ardita azione di commandos britannici: dopo aver sbarcato i militari e aver bombardato le postazioni inglesi sull’isola, il 28 febbraio l’operazione di riconquista era portata a termine.

Lupo 1Ma la Torpediniera Lupo viene ancora oggi ricordata per la sua mirabile azione del 21 maggio 1941 al largo dell’Isola di Creta, in quella che molti storici navali hanno soprannominato “la notte del Lupo“. Tutto ebbe inizio due giorni prima, il 19 maggio, quando un convoglio di ventuno imbarcazioni con a bordo oltre 2300 soldati tedeschi salparono alla volta di Creta, scortati dalla Torpediniera Sirio, per prendere parte ai combattimenti che stavano infuriando per la conquista dell’isola; la nave di scorta dovette però rientrare in porto per una avaria che ne compromise la navigazione, venendo sostituita dalla Torpediniera Curtatone: quest’ultima, purtroppo, prima di poter raggiungere il convoglio tedesco urtò una mina sottomarina saltando in aria e affondando poco dopo, mentre il mare si ricopriva su 94 uomini dell’equipaggio (solo 34 furono tratti in salvo). La missione doveva in ogni caso proseguire, anche se iniziata sotto i peggiori auspici: fu così il turno del Lupo che mosse “avanti tutta” e una volta raggiunte le navi proseguì sulla rotta assegnata. Alle 22.33 del 21 maggio 1941 venne avvistata una sagoma in lontananza, ad una distanza approssimativa tra 1200 e 1500 metri: si trattava del Cacciatorpediniere Janus, facente parte della Forza D della Royal Navy, stanziata al largo dell’isola greca in cerca di convogli italo-tedeschi.

Francesco MimbelliProbabilmente qualsiasi altro comandante, riconosciuta la sproporzione delle forze a disposizione, avrebbe certamente invertito la rotta, ma non Francesco Mimbelli: appena un minuto dopo l’avvistamento diede ordine di lanciare due siluri contro la nave nemica, che riuscì ad evitarli per poco, in quanto aveva cominciato ad invertire la rotta per ricongiungersi al resto della flotta. Nel frattempo, il convoglio delle navi trasporto-truppe veniva nascosto dalle cortine fumogene di cui era predisposta la Torpediniera italiana, azione comunque resa inutile dalla presenza del radar a bordo delle navi inglesi. Alle 22.35 sulla Lupo cominciò a riversarsi una pioggia di fuoco, venendo colpita da diciotto colpi di piccolo e medio calibro; le artigliere di bordo cominciarono a rispondere al fuoco, mentre dalla nebbia e dalla cortina fumogena cominciarono a comparire altri cacciatorpediniere e incrociatori britannici. Manovrando con grande abilità al centro dello schieramento inglese, la Lupo disorientò così tanto il nemico che le navi della Royal Navy cominciarono a spararsi a vicenda, così da permettere al convoglio italo-tedesco di ritirarsi senza grosse difficoltà.

Mario-Arena-e-il-relitto-della-torpediniera-Lupo-01Per l’azione di Creta, il Capitano di Fregata Francesco Mimbelli ricevette la Medaglia d’oro al Valor Militare, mentre lo stendardo della sua unità navale venne insignito di quella d’Argento. La motivazione dell’onorificenza al Comandante riporta fedelmente l’azione di quella notte: “Comandante di Torpediniera di scorta ad un gruppo di motovelieri con truppe germaniche dirette a Creta per l’occupazione dell’isola, si scontrava nottetempo con una formazione navale avversaria di tre incrociatori ed alcuni cacciatorpediniere. Fatto segno a violento concentrato fuoco nemico a distanza serrata, con mirabile audacia ed eccezionale prontezza si lanciava all’attacco ed in una mischia vivacissima colpiva con due siluri un incrociatore affondandolo; con abile manovra riusciva quindi a disimpegnare dalla reazione nemica la sua unità, che crivellata di colpi nella lotta vittoriosa, rientrava coi suoi mezzi alla base. Mar Egeo, notte sul 22 maggio 1941”. Nonostante la motivazione riporti l’affondamento di un’unità nemica, fu in seguito accertato che i siluri del Lupo non centrarono nessuna nave inglese, anche se probabilmente la confusione dello scontro potesse aver fatto pensare all’equipaggio italiano il contrario: le esplosioni e i danni, anche se minimi, a bordo degli incrociatori inglesi, infatti, furono provocati dal loro “fuoco amico”. Nello scontro, a bordo del Lupo persero la vita due marinai, il Sottocapo Orazio Indelicato e il Cannoniere Niccolò Moccole, mentre altri ventisei vennero feriti, alcuni dei quali anche in maniera grave. La sorte peggiore fu per dieci imbarcazioni del convoglio tedesco che vennero raggiunte dalla formazione inglese la mattina successiva, venendo affondate, causando la morte di circa ottocento soldati tedeschi: solo quando l’area venne ritenuta sicura, la nave italiana poté tornare sul posto e provvedere al recupero dei naufraghi. La guerra per la Torpediniera proseguì in compiti di scorta a convogli, recupero naufraghi e caccia antisommergibile fino al 30 novembre 1942 quando venne affondata da una formazione inglese, mentre era intenta a recuperare i naufraghi di un trasporto italiano precedentemente affondato, il Piroscafo Veloce: investita dal tiro nemico, affondò nel Golfo di Gabes, inabissandosi con gran parte dell’equipaggio (vennero salvati solo 29 uomini, mentre 134 scomparvero in mare, compreso il nuovo comandante, Capitano di Corvetta Giuseppe Folli). Il relitto venne scoperto solo nel dicembre 2011, ad una profondità di circa 130 metri, privo della prua e della poppa.

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