Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 6 –

Latorre-GironeAltri quattordici giorni di attesa per sapere il destino di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Fucilieri di Marina del glorioso Reggimento San Marco ormai da più di due anni bloccati in India e impossibilitati a fare rientro in Italia. Due anni passati fra accuse mai provate per aver ucciso due pescatori indiani, mentre a bordo della nave mercantile Enrica Lexie espletavano per conto dello Stato italiano i servizi antipirateria; due anni fatti di rinvii da parte dei giudici e dei tribunali di New Delhi che, non avendo a questo punto alcuna prova in mano a carico dei due militari della Marina Militare, sono costretti ad interminabili udienze e rinvii da un “loop” dal quale non riescono più ad uscire. Più volte abbiamo intervistato il Generale Fernando Termentini da sempre in prima linea per un loro rientro in Italia con onore, ancora prima che la nostra politica si svegliasse a causa dei venti elettorali delle prossime elezioni europee. Siamo tornati ad incontrarlo e gli abbiamo posto nuove domande dopo l’ennesimo rinvio del tribunale indiano.

1. Dal 15 febbraio 2012, giorno in cui la triste vicenda di Massimiliano e Salvatore è cominciata, sono cambiati tre Ministri della Difesa (Ammiraglio Di Paola, On. Mauro e On. Pinotti) e tre Ministri degli Esteri (On. Terzi, On. Bonino, On. Mogherini). Quanto influisce un altalenare di nomine in così breve tempo in una situazione così complicata?

FucilieriSicuramente per una controporte con quella indiana abituata ad interloquire con una ben precisa persona cambiare l’interfaccia non è una delle migliori soluzioni. Peraltro per mentalità sono “sospettosi” e, quindi, stentano ad aprire un auspicabile canale interlocutorio che renda più semplici le cose. Nella fattispecie, quindi, i cambiamenti non hanno favorito i rapporti anche se in questi ventiquattro mesi poco si è giocato sul piano politico puro e diplomatico ma più su quello che potremmo chiamare giuridico-normativo.  Possiamo, infatti, dire che per quanto attiene ai rapporti diplomatici, solo il Ministro Terzi si è esposto in prima persona andando in India ed aprendo accordi bilaterali, mentre totale è stata l’assenza della Bonino, che ha preferito delegare rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri del rango funzionario a rappresentare l’Italia in importanti occasioni come la riunione Europa-Asia. Una scelta motivata dal voler mandare all’India un messaggio di distacco da parte italiana ma che forse ha mancato proprio nei contenuti perché non ha tenuto conto della cultura indiana anche sul piano politico. Il Senatore Monti credo abbia parlato una volta con Singh in tema di pena di morte, il Premier Letta non ha parlato con nessuno almeno in occasioni ufficiali. L’ex Ministro Di Paola si è limitato a compiere l’errore, comunque sicuramente concordato con il Capo dell’Esecutivo a cui apparteneva, di dare soldi ai parenti delle vittime con lo scopo di donare qualcosa, ma che l’opinione pubblica indiana, e gli stessi danneggiati, hanno interpretato come un riconoscimento di fatto di colpa.  Solo il Ministro Mauro si esposto in più di un’occasione, ma forse tardi, e facendo riferimento a fondamenta già consolidate e sicuramente che non favorivano la sua azione.  Forse la decisione migliore da prendere dopo che il 22 marzo 2013 i nostri Fucilieri di Marina sono stati riconsegnati all’indebito giudizio indiano, era quella di designar un “mediatore internazionale” unico a cui affidare con grande autonomia la gestione della vicenda. Persona assolutamente diversa dall’inviato ufficiale del Governo italiano De Mistura, molto formale ma poco concreto. Disattento nell’affermare a televisioni indiane che i due Fucilieri di Marina erano incappati in un “tragico errore”, altrettanto poco attento nel presentarsi nell’aula del tribunale dando l’impressione che il processo fosse contro l’Italia e non avverso i due Marò. In sintesi molto showman ma molto poco “intermediatore di conflitti”.

2. I Ministri Bonino e Mauro sono stati sostituiti dal neo Premier Matteo Renzi. Dopo un anno dal loro insediamento, cosa è stato fatto e, più importante, non fatto per risolvere l’intera vicenda?

Non vorrei essere ipercritico, ma sicuramente come ho già detto nulla da parte del Ministro Bonino, che anzi ha espresso parole di negazione dello Stato di Diritto nei confronti dei due Fucilieri di Marina rilasciando ai giornali dichiarazioni del tipo “Innocenza dei Marò non è stata provata”. Del Ministro Mauro mi sembra aver accennato prima e non credo potesse fare di più.

3. Ma a livello internazionale si sta muovendo effettivamente qualcosa oppure il nostro Paese è solo? Possiamo sperare in un intervento del Palazzo di Vetro oppure le Nazioni Unite prenderanno il fatto compiuto che l’India è una potenza nucleare emergente del Sud-Est Asiatico?

L’india ha un ruolo preminente in ambito Nazioni Unite e non credo che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, la cui figlia peraltro ha sposato un importante indiano, si muova in tal senso. Formalmente qualcosa sembra muoversi ma da quello che leggiamo dai giornali sono dei flash abbastanza rapidi tipici di una tattica tutta diplomatica piuttosto che una seria e decisa azione internazionale.

4. Ieri, 23 febbraio, il Ministro della Difesa Anthony da New Delhi ha rilasciato una dichiarazione per cui il suo Paese non farà nessun passo indietro e che non ci saranno compromessi. In tutto questo, dobbiamo infine aspettare altri quattordici giorni…

Latorre e GironeIeri è stato dato l’annuncio a cui fa riferimento Lei, oggi è arrivata l’Agenzia che riporto integralmente dall’ANSA. “Il Procuratore Generale indiano Vahanvati ha presentato l’opinione del Governo favorevole ad abbandonare il Sua Act per la repressione della pirateria, ma ha chiesto che i capi di accusa vengano formulati dalla polizia NIA. La difesa si è opposta a quest’ultima ipotesi e il giudice ha fissato una nuova udienza tra due settimane. Vahanvati ha consegnato al giudice Chauhan l’affidavit con l’opinione del Ministero della Giustizia sul caso dei Marò italiani Salvatore Girone e Massimiliano Latorre in cui si esclude il ricorso al Sua Act.  Il documento sostiene però che i capi d’accusa saranno presentati dalla polizia NIA, l’unità antiterrorismo, che ha svolto le indagini.  L’avvocato della difesa Mukul Rohatgi ha però obiettato che <è impossibile utilizzare la NIA in assenza del Sua Act>. Il giudice ha allora chiesto alle parti di presentare le loro posizioni fissando per questo un termine di due settimane”. Un testo che lascia perplessi, perché conferma innanzitutto la scarsissima affidabilità di un sistema giudiziario che cambia le regole in corso d’opera. Inoltre, non credo che la decisione così come presentata sia favorevole. Infatti si corre il rischio che il Giudice di fronte all’impossibilità di accettare prove dalla NIA probatorie sul piano formale giuridico in quanto la NIA non ha delega di indagine se non per motivi che impongono l’applicazione della Sua Act, rizzerà il tutto affidando ad altri l’indagine e con il rischio che si riaffacci all’orizzonte la competenza del Kerala. Comunque, il gioco delle tre carte continua con lo scopo di arrivare alle elezioni . Si spera solo che il nuovo Presidente del Consiglio ed il Nuovo Ministro degli Esteri facciano sentire la loro voce.

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