La catastrofe di Nedelin

Catastrofe di NedelinNella storiografia ufficiale ha preso il nome dal capo del programma sovietico per lo sviluppo del razzo R-16, missile balistico intercontinentale sviluppato a partire dagli Anni Sessanta: è la catastrofe di Nedelin, del 24 ottobre 1960, avvenuta durante un test programmato al Comosdromo di Bajkonur, da cui furono lanciati, tra gli altri, lo Sputnik (il primo satellite Catastrofe di Nedelinal mondo), Yuri Gagarin e Valentina Tereshkova (rispettivamente, il primo uomo e la prima donna a volare nello spazio). Ma, come dicevamo all’inizio, il cosmodromo si rese protagonista involontario della più grande sciagura dell’esplorazione spaziale e della missilistica in particolare, quando proprio l’avveneristico razzo R-16 esplose sulla rampa di lancio, durante una fase di collaudo, distruggendo completamente la struttura in cui si trovava e investendo i militari e i tecnici presenti in una palla di fuoco e fiamme di diverse migliaia di gradi centigradi. In quello che viene ricordato come il più grande disastro spaziale, trovarono la morte il Maresciallo Mitrofan Ivanovic Nedelin e un numero da sempre indefinito di suoi collaboratori, sia militari che tecnici civili: un numero complessivo delle vittime non venne mai stabilito, dal momento che molti vennero letteralmente dissolti e vaporizzati dalla devastante esplosione. Solo per rendere l’idea della tragedia, l’esplosione fu udita fino ad oltre 50 chilometri di distanza, venendo registrata da tutti i sismografi della regione.

Maresciallo Mitrofan NedelinPer ovvie ragione, il Governo di Mosca, nonostante la drammaticità dell’evento, riuscì a tenere segreto quanto era successo al Cosmodromo di Bajkonur, fino al 1989, anno in cui venne resa nota la tragedia, assieme ad una lista di 78 vittime certe, anche se negli anni stime più accurate parlano di un numero quasi doppio di morti, fino ad un massimo di 150. Durante il periodo della Guerra Fredda, però, qualche notizia era trapelata, giungendo fino oltreoceano, negli Stati Uniti: le continue missioni degli aerei spia U2 in territorio sovietico, in più occasioni fotografarono il sito di lancio di Bajkonur: in alcune di queste foto, si vedono diversi razzi sulle rampe di lancio ma in rilevazioni fotografiche successive tutto ciò che viene mostrato furono soltanto delle grosse macchie nere sul terreno, segno inequivocabile della terra bruciata conseguente ad una grave esplosione. La “catastrofe di Nedelin”, che colse quasi di sorpresa gli addetti ai lavori occidentali, ha alimentato la leggenda metropolitana dei cosmonauti perduti nello spazio, ovvero un gruppo di astronauti che l’Unione Sovietica avrebbe lanciato in missioni orbitali e suborbitali ma che non fecero mai ritorno sulla Terra, a causa di incidenti e malfunzionamenti ai loro veicoli spaziali.

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