Inferno di fuoco su Tokyo

Tokyo bombardataPer antonomasia, quando parliamo di bombardamenti aerei sul Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale, corrono subito alla mente le due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, del 6 e del 9 agosto 1945: di li a meno di un mese, il Governo Giapponese avrebbe firmato la resa incondizionata, il 2 settembre. Ma nel corso del conflitto, come stava ormai avvenendo anche su Germania e Italia, le forze alleate cominciarono una campagna di bombardamenti indiscriminati sulle città, colpendo sia gli impianti industriali, ferroviari, portuali e militari, sia le città e i centri abitati: ciò avrebbe dovuto sortire un duplice effetto, ovvero piegare le capacità industriali e militari della Nazione e affamare la popolazione, così da far crescere il malcontento per la guerra. Il primo di questi bombardamenti colpì la capitale Tokyo il 18 aprile 1942, con l’operazione condotta dal Colonnello Doolittle compiuta da sedici bombardieri B25 decollati da una formazione navale di portaerei. Ma ben presto, con l’introduzione della nuova “fortezza volante”, il celeberrimo bombardiere B29, presero avvio i cosiddetti bombardamenti strategici, che avrebbero utilizzato un grande quantitativo di bombe esplodenti di tipo classico e bombe incendiarie, che avrebbero amplificato enormemente gli effetti su città quali Tokyo, Kobe, Osaka e Nagoye, soprattutto perché molte delle abitazioni erano costruite in legno e carta. Paradossalmente, due città industriali come Hiroshima e Nagasaki vennero risparmiate da questi raid, ma solo perché era intenzione osservare in maniera più diretta gli effetti distruttivi della nuova arma atomica.

Tokyo bombardataIl primo di tali raid strategici su Tokyo, venne compiuto nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio 1945, quando ben 174 bombardieri B29 distrussero quasi tre chilometri quadrati della città. Ma il vero inferno sulla capitale dell’Impero del Sol Levante sarebbe cominciato tra il 9 e il 10 marzo, appena due settimane dopo il primo attacco; nella testimonianza e nelle parole di un giornalista francese presente in città, Robert Guillain, leggiamo tutto il dramma di quella notte: “Tre quarti d’ora dopo le prime incursioni, il fuoco, frustato dal vento cominciò a far divampare quella città di legno come un falò. Le scintille precipitando lungo i tetti come una rugiada in fiamme, appiccavano il fuoco a tutto ciò che incontravano sul loro cammino. Era la prima comparsa del napalm. Crollarono, sotto l’impatto delle bombe, le fragili case fatte di legno e di carta, illuminate dall’interno come lanterne colorate”. Molti, paragoneranno questo bombardamento a quello che colpì la culla della civiltà europea, Dresda, appena un mese prima. Quello che restò di Tokyo, furono solo sterili cifre: quasi 75.000 Giapponesi persero la vita sotto le bombe e furono distrutti quasi 41 chilometri quadrati di città, mentre dall’inizio dei bombardamenti, vi furono quasi 200.000 morti.

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