Dalle guerre risorgimentali al primo conflitto mondiale: il passaggio di testimone ideale

Curtatone e MontanaraSfogliando delle vecchie riviste consultate presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ci siamo imbattuti nell’edizione de Il Nuovo Giornale (quotidiano locale del capoluogo toscano nato nel 1906) del 4 luglio 1915, quando l’Italia era entrata in guerra da poco più di un mese. Le nostre truppe erano già  impegnate in quotidiani assalti alle trincee austriache e il conflitto, iniziato con la speranza di una fine rapida, si era impantanato nella logorante guerra di reticolati, camminamenti e fango. E allora, per non demoralizzare le truppe al fronte e delle famiglie a casa, un servizio propose un ideale “passaggio di consegne” tra i combattenti delle guerre risorgimentali dell’Ottocento, che scesero sui campi di battaglia di Goito, San Martino, Custoza, Quarto, Curtatone e Montanara, e i nuovi giovani arruolati nel Regio Esercito Italiano con la divisa grigio-verde: in particolare, essendo Il Nuovo Giornale essenzialmente un quotidiano locale della Provincia di Firenze, vennero ricordati otto uomini, toscani di nascita o di “adozione”, reduci del Risorgimento, onorandoli come “i vecchi soldati della libertà”. Era importante che la Nazione tutta credesse nella causa della guerra, che capisse che la dichiarazione di guerra del 24 maggio 1915 sarebbe servita per il completamento dell’unità nazionale, per strappare le città di Trento e Trieste al giogo dell’Austria-Ungheria.

Domenica del CorriereQuesti otto valorosi, furono così descritti: “la più eletta, la più generosa gioventù nostra si batté contro un soverchiante nemico con ardor guerresco, con ardimento meraviglioso, con anima garibaldina”. Anche la Domenica del Corriere, l’indomani la rotta di Caporetto, nell’edizione del 28 ottobre-4 novembre 1917, dedicò una copertina disegnata da Achille Beltrame al passaggio di testimone tra i giovani del 1915-1917 e gli anziani combattenti delle guerre per l’Indipendenza Nazionale. E così, a cento anni dalla Grande Guerra e a oltre centosessanta dalle celebri Cinque Giornate di Milano, ricordate ormai solo dai manuali scolastici o da qualche nome di via o piazza delle nostre città (di cui molti giovani ignorano gli eventi), tenendo fede a quel passaggio di testimone, ricordiamo anche noi gli otto valorosi reduci toscani delle guerre risorgimentali: Colonnello Valentino Valdini, nato a Piacenza (trasferitosi poi nel capoluogo toscano) il 4 ottobre 1832; Colonnello Alessandro Ardinghi, nato a Firenze il 26 febbraio 1831, che venne gravemente ferito nella Battaglia di Goito; Soldato Luigi Guerrini, nato a Firenze il 30 marzo 1829; Soldato Volontario Giovanni Romoli, nato il 1° marzo 1826 a Legnaia; Volontario Universitario Alceo Taddei, nato a Chiusdino il 2 maggio 1832; Soldato Giovanni Basinco, nato l’8 settembre 1831; Soldato Leopoldo Nutini, nato a Pontremoli il 6 febbraio 1827, che perse un braccio nella campagna 1848-1849; Soldato Pietro Bistondi, nato a Firenze il 30 aprile 1830.

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