Jerzy Popieluszko: non si può uccidere la speranza

Jerzy PopieluszkoNel 2009 Rafal Wieczynski, promettente regista polacco, portava sul grande  schermo una storia del suo Paese, oggi dimenticata in gran parte del mondo: la vicenda umana e politica di Jerzy Popieluszko, giovane sacerdote legato al movimento di Lech Walesa Solidarnosc, ed al riscatto del Popolo polacco contro il regime di terrore del Generale Wojciech Jaruzelski, filocomunista. Beatificato il 6 giugno 2010, Padre Popieluszko, è divenuto il simbolo di una Polonia in cerca del riscatto e della Libertà, quella Libertà perduta a partire dal settembre 1939, con l’inizio secondo conflitto mondiale, passando da una costrizione ad un’altra. Terminata la guerra, l’intero Paese fu inglobato nella sfera di influenza sovietica e del Patto di Varsavia. È in questo clima di terrore e di paura, che si forma in seminario il giovane Jerzy Popieluszko, che da subito manifesta la sua voglia di ribellarsi a qualsiasi forma di sopruso, verso sé stesso, gli altri e la sua Nazione.

Jerzy PopieluszkoOrdinato Sacerdote il 28 maggio 1972 a Varsavia, nella sua attività pastorale portò la sua opera presso i lavoratori siderurgici della Polonia e si unì ai lavoratori del sindacato autonomo di Solidarnosc, avverso al regime comunista. Le sue prediche ed i suoi sermoni, sempre più seguiti da tanti, semplici, cittadini comuni, incoraggiavano e stimolavano nei Polacchi la voglia di riscatto. Pedinato, spiato, arrestato e interrogato dai servizi segreti sovietici più di una volta, il 19 ottobre 1984, di ritorno da una messa, veniva rapito ed ucciso da tre sicari del Ministero degli Interni polacco, ed il suo corpo rinvenuto il 30 ottobre nelle acque della Vistola vicino a Wloclawek. Sul corpo del martire della Chiesa Polacca, i segni inequivocabili di violenze e sevizie. La notizia dell’assassinio causò forti disordini in tutto il Paese e, nonostante il divieto, ai suoi funerali parteciparono oltre 400.000 persone, compreso il leader di Solidarnosc Lech Walesa. È da uomini come Popieluszko, a dal “suo” Papa Karol Woytila, che la nuova Polonia ha finalmente ritrovato una sua identità storica e politica, riuscendo a trovare la forza per liberarsi a qualsiasi dominazione straniera, dell’occidente e dell’oriente.

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