Il mito di Gilles Villeneuve

Gilles VilleneuveSembra che Enzo Ferrari non fosse molto entusiasta del numero di vetture danneggiate o incidentate durante test, prove e gran premi corsi da Gilles Villeneuve, la nuova promessa approdata alla scuderia di Maranello nel 1977, dopo una breve parentesi in McLaren. Eppure, all’Ingegner Ferrari quel giovane canadese dai capelli lunghi piaceva, e anche tantissimo. C’è chi dice che gli ricordasse il figlio Dino, scomparso a soli 24 anni per una grave forma di distrofia muscolare. Fin dal mondo dei kart e delle formule minori, Gilles è sempre riuscito ad entusiasmare il pubblico, correndo sempre al massimo e spingendo la macchina oltre ogni limite: non si accontentava di dare il 99%; lui voleva dare il 100% e, se fosse stato possibile, ancora di più. Per questo, affrontava ogni curva, ogni chicane, ogni rettilineo alla massima velocità, quasi non si preoccupasse di possibili incidenti e di eventuali danni s sé stesso. Le corse erano tutto per lui. E proprio per la sua grande passione e audacia al volante, ha infiammato i cuori dei tifosi del Cavallino, nonostante la sua stella si sia spenta troppo presto. Anche se non è mai riuscito a vincere un mondiale, raggiungendo solo come miglior risultato il secondo posto nel 1979, Niki Lauda, che in quegli anni era il campione iridato per eccellenza, sopravvissuto ad uno spaventoso incidente, così lo ricorda: “Gilles credo che fosse un pilota perfetto. Era quello che tra noi aveva più talento. Era veloce con qualsiasi macchina, non guidava per i punti ma per vincere gare. Era il migliore, e il più veloce, pilota al mondo”.

Ferrari GillesGià, il migliore. E allora tornano alla mente quei fantastici tre giri corsi il 1° luglio 1979 sul circuito di Digione, in Francia, dove si accese la sportività pura di questo sport vissuto a 200 all’ora: in lotta con René Arnoux, su Renault, i due piloti si contendevano il secondo e terzo posto. Tre giri con il cuore in gola, tra sterzate e controsterzate, bloccaggi delle gomme e grandi fumate, traiettorie che si incrociano Villeneuve-Arouxe quasi si scontrano, sbandate controllate “alla Nuvolari” e ruota contro ruota. Alla fine Gilles riuscirà a superare il francese e a strappargli il secondo posto, alle spalle di Jean-Pierre Jabouille: sarà anche l’ultimo anno in cui il titolo piloti sarà assegnato ad un ferrarista, il sudafricano Jody Scheckter; Gilles termina il mondiale in quarta posizione. Si susseguono, negli anni 1980, 1981 e 1982 mondiali non troppo entusiasmanti per la Ferrari, dominati dalla Williams e dalla Brabham. L’anno 1982 ha un inizio non facile per Gilles: due ritiri, una squalifica e un secondo posto sul podio nelle prime quattro gare. Ma due settimane più tardi al Gran Premio del Belgio la voglia di riscatto è tanta. E’ l’8 maggio 1982: una data che, in tanti, vogliono dimenticare.

GillesZolder potrebbe segnare un punto di svolta nella carriera del canadese: iniziare a vincere, diventare il numero 1 e sedere nell’Olimpo riservato ai più grandi. Durante le prove, nonostante queste si fossero concluse, decide di rimanere in pista, di migliorare i suoi tempi di poco inferiori a quelli del compagno di squadra, Didier Pironi: a sette minuti dalla fine delle prove libere, alle 13.53, la Ferrari di Gilles Villeneuve urta la March di Jochen Mass e decolla in un volo spaventoso. Il pilota viene sbalzato fuori e atterra ai lati della pista, contro le reti di protezione. Non c’è più nulla da fare: anche se da ancora flebili segni di vita, ha riportato gravissimi traumi alla colonna vertebrale. Alle 21.12, il ragazzo canadese più amato della Ferrari cessa la sua vita terrena. Dirà Enzo Ferrari: “Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene”.

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