Un viaggio lungo 1000 Miglia

Mille Miglia 2014Si è conclusa ieri, con l’ultima tappa Bologna-Brescia, la corsa più bella del mondo, la Mille Miglia, edizione 2014. Andata e ritorno dalla Leonessa d’Italia, anche quest’anno il carosello di auto storiche ha richiamato una folla di appassionati e turisti, schierati ai lati delle strade, come in un ideale ” attenti”, percorse dai piloti di Fiat, Alfa Romeo, Aston Martin, Bianchi, BMW, Bugatti, Ferrari, Mercedes e tante altre. Un percorso lungo quasi 1600 km, o meglio, quasi 1000 miglia, che Mille Miglia 2014ha toccato i principali capoluoghi italiani del centro-nord e tanti piccoli borghi e paesi “arrocchettati” tra colline e monti, creando un’atmosfera da viaggio nel tempo. Tanti i piccini che applaudivano le “vecchie signore” sfrecciare a folle velocità, con motori scoppiettanti e roboanti. Oggi siamo abituati a vedere i gran premi di Formula 1 super tecnologici, con schiere di tecnici e plotoni di ingegneri: ebbene, vedere sfilare queste vetture ti fa capire come correre una corsa sessant’anni fa, se non anche cento anni or sono, equivaleva a sfidare la sorte (e la morte) ad ogni curva, con nuvole di gas di scarico dritte in faccia, ruote che a malapena “tenevano” la strada e piloti che si improvvisavano meccanici.

Mille Miglia 2014Ma l’emozione vera della 1000 Miglia, di ogni corsa storica ricca di tradizioni motoristiche, è vedere la folla degli appassionati che si uniscono al carosello storico, seguendo per decine e decine di chilometri di percorso i piloti “ufficiali”. Ed allora è un unirsi di vetture più “recenti”, ma sempre indimenticabili: la mitica Barchetta della Fiat, l’intramontabile 500 e la Bianchina resa celebre dal Ragionier Ugo Fantozzi. Questa edizione, poi, è Mille Miglia 2014da ricordare anche per un percorso che mancava da ben cinquant’anni: il transito da Lucca, con il suggestivo passaggio panoramico sulle mura cinquecentesche. Eccola, la corsa più bella del mondo, come venne definita da Enzo Ferrari. Un evento sportivo che rivive nello spirito e nell’audacia dei tanti appassionati piloti che, sulle orme di Tazio Nuvolari, Carlo Pintacuda, Giuseppe Campari e Piero Taruffi, continuano ancora oggi a correre su auto ruggenti, definite da Filippo Tommaso Marinetti, automobili con “il cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo”, poche parole ma che racchiudono tutta l’ebrezza della velocità. E allora, alla prossima 1000 Miglia e a tutte le edizioni che verranno!

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