La fine del sottomarino USS Scorpion

USS ScorpionRicorda, per molti versi, l’incidente occorso nell’agosto del 2000 al fiore all’occhiello della flotta sottomarina russa, il K-141 Kypck, meglio noto come Kursk. Una tragedia con ancora molti punti oscuri, attribuita da una commissione governativa all’esplosione accidentale di un vecchio siluro alimentato a perossido d’idrogeno: strano, però, che il sottomarino che avrebbe dovuto riportare la Russia agli antichi fasti sul mare, imbarcasse dei USS Scorpionvecchi siluri difettosi. Ma questa è un’altra storia, di cui abbiamo già parlato. Quella di oggi è la cronaca di quanto successo allo USS Scorpion, della Marina Americana, dato per disperso a partire dal 5 giugno 1968 in pieno Oceano Atlantico, a sud-est dell’Arcipelago delle Azzorre. Varato il 29 dicembre 1959, entrò in servizio il 19 luglio 1960 agli ordini del Comandante Norman Bessac. Fin dalle prime crociere oceaniche a cui prese parte, fu chiaro che lo Scorpion non sarebbe stato un semplice sottomarino a propulsione nucleare adibito al pattugliamento dei limiti delle acque territoriali statunitensi: si sarebbe, invece, specializzato nella caccia e nel combattimento con altri battelli nucleari, nonché nel portare a termine missioni ad elevato rischio, compiendo rapide sortite nelle acque sovietiche e degli alleati di Mosca. Intervallando poche soste nei cantieri di Norfolk per dei lavori di manutenzione, dall’agosto 1961 alla primavera 1966 svolse un’intesa attività in Atlantico, al largo delle Isole Bermuda e di Porto Rico, nonché nelle acque europee in collaborazione con altre marine militari della NATO. Ma fu il 1966 l’anno delle “operazioni speciali”, tra cui l’infiltrazione nelle acque sovietiche dove filmò con il periscopio, a fior d’acqua, il lancio per un test di un missile balistico della marina di Mosca: pertanto, cominciò a diventare una spina nel fianco per i Sovietici, che vedevano a rischio tanti loro segreti militari. E cominciò la caccia.

USS ScorpionMa, nel frattempo, una tragedia si era profilata all’orizzonte. Il 10 aprile 1963 un altro sottomarino americano, lo USS Thresher, forse a causa della rottura di una tubatura, che provocò un allagamento in sala macchine e la conseguente perdita di elettricità rendendo impossibile l’emersione, era andato perduto, con l’equipaggio al completo composto da 129 marinai, al largo del New England durante un collaudo. Pertanto, il 1° febbraio Relitto dello USS Scorpion1967 allo USS Scorpion, viste anche le delicate e importanti missioni a cui era chiamato, venne ordinato un periodo di manutenzione di 36 mesi: con l’inasprirsi della Guerra Fredda, però, con il nuovo Comandante, Francis Slattery, esperto marinaio con un lungo trascorso su altri battelli, il sottomarino già a fine ottobre era nuovamente in mare. La revisione dei sistemi fu ridotta al minimo indispensabile, segnando, di Francis Slatteryfatto, la sorte dei 99 uomini d’equipaggio imbarcati. Il 15 febbraio 1968 salpò alla volta del Mar Mediterraneo dove, assieme alla Sesta Flotta, prese parte ad una serie di esercitazioni, durate fino alla metà di maggio, quando venne assegnato all’osservazione delle unità sovietiche che incrociavano in Oceano Atlantico, in prossimità delle Azzorre. Ed è al momento di fare ritorno verso casa, a Norfolk, che successe la tragedia. Dalle ricostruzioni fatte dalle inchieste della Marina Americana, dalla sera del 20 maggio 1968, lo Scorpion tentò più volte di mettersi in contatto con la stazione navale di Rota, in Spagna: non ci riuscì, raggiungendo solo per radio una base di ascolto in Grecia, la quale ritrasmise i messaggi del sottomarino. Sei giorni dopo, venne dato in ritardo a Norfolk, ipotizzando un guasto meccanico e radio; solo il 5 giugno fu, infine, indicato come disperso. In realtà, già tre giorni dopo una segreta operazione navale era stata condotta per tentare un suo ritrovamento, sapendo la Marina Americana della sua perdita: ma fu solo nell’ottobre 1968 che la nave da ricerca USNS Mizar trovò alcune sezioni dello scafo del battello ad oltre 3000 metri di profondità a circa 740 chilometri a sud-est dell’Arcipelago delle Azzorre. Ma cosa era successo? Fino al 1993, il rapporto della commissione d’inchiesta rimase pressoché classificato, alimentando i dubbi e i sospetti che l’affondamento fosse dovuto ad un possibile scontro con un altro sottomarino ostile, presumibilmente sovietico; il rapporto, invece, nonostante abbia ribadito in più punti come non fosse stato possibile stabilire con certezza la dinamica dell’incidente, considerò come unica possibilità l’esplosione, per un malfunzionamento, di uno dei siluri imbarcati. E la domanda, come per il disastro dell’agosto 2000 al Kursk, è sempre la stessa: è veramente possibile che lo USS Scorpion, sottomarino nucleare armato con due siluri atomici, attrezzature e manuali per lo spionaggio, potesse imbarcare vecchi siluri difettosi? La verità è ancora oggi sepolta a 3000 metri di profondità, così come il Comandante Francis Slattery e i suoi 98 uomini d’equipaggio.

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