La battaglia di Los Angeles

Battaglia di Los Angeles - 1942In tanti hanno visto il film del 2011 World Invasion, diretto da Jonathan Liebesman e interpretato da Aaron Eckhart: brevemente, l’umanità intera deve ancora ancora una volta combattere un’invasione aliena, con gli extraterrestri pronti a depredare tutte le risorse del pianeta Terra e a distruggere ogni forma di vita. Ma pochi sanno che il film è ispirato a un fatto realmente accaduto, occorso nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 1942 nei cieli di Los Angeles, in California: e, infatti, il titolo originale è proprio Battle: Los Angeles. In quella notte, l’aviazione e la contraerea americana lanciarono un allarme generale per un presunto attacco nemico, attribuito alle forze giapponesi, reagendo al pericolo presunto con le artiglierie da terra e illuminando il cielo “a giorno” con dei potenti riflettori. Fu solo la mattina seguente che il Segretario della United States Navy William Franklin Knox dichiarò in conferenza stampa che si trattò soltanto di un falso allarme, dovuto ad un errore delle stazioni radar e degli stessi militari. E 41 anni dopo, nel 1983, l’Aviazione chiuse definitivamente la vicenda concludendo che il falso allarme fu dovuto al non riconoscimento di palloni meteorologici: una storia che ricorda, per certi versi, il caso Roswell, del 1947.

Battaglia di Los Angeles - 1942Ma cosa era successo, veramente, quella notte? Come fu possibile che i militari scambiassero dei semplici palloni sonda per formazioni di caccia giapponesi? Già in tutta la giornata del 24 febbraio 1942, l’ufficio operazioni del servizio militare della Marina Statunitense diramò una serie di messaggi di probabili attacchi aerei nelle prossime dieci ore: alle ore 19.18, e fine alle 22.23, fu lanciato il primo allarme aereo, con le basi dell’aviazione in allerta e le batterie antiaeree pronte a far fuoco. Fu però alle 02.15 del 25 febbraio che vennero lanciati i primi veri allarmi e sparati i primi colpi: la popolazione con il fiato in gola per un possibile attacco sul suolo americano e i radar che segnalavano ad appena 193 km dalla costa di Los Angeles, in avvicinamento, più oggetti volanti non identificati. La situazione precipitò dopo una decina di minuti, quando alle 02.21 fu ordinato un blackout generale di tutte le abitazioni, industrie e installazioni militari, nonché richiamati oltre dodicimila uomini della riserva civile per compiti di supporto alle forze armate.

Battaglia di Los Angeles - 1942Gli avvistamenti si moltiplicarono e alle 03.06 le artiglierie cominciarono ad aprire il fuoco, non appena venne avvistato un pallone aerostatico con un razzo di segnalazione: anche un cacciatorpediniere della marina, in un bacino per lavori di manutenzione, sparò con le sue artiglierie di bordo, con i bagliori che squarciavano la notte. A questo punto il caos fu completo: i comandi furono sommersi di avvistamenti multipli, con oggetti volanti che sfrecciavano in tutte le direzioni; c’è chi giurò di aver visto precipitare anche quattro-cinque velivoli abbattuti sulle colline vicino Hollywood e veri e propri combattimenti aerei. L’allarme continuò per tutta la notte, venendo revocato solo alle 04.14: la “battaglia” di Los Angeles provocò cinque morti tra la popolazione civile, causati de tamponamenti per il blackout, ricaduta di schegge e colpi di artiglieria che esplosero nel centro città. Eppure, nessuno fu in grado di stabilire con precisione cosa successe. Anche la stampa cominciò a chiedersi cosa fosse successo e il 26 febbraio 1942, tra smentite e conferme, il New York Times scrisse che “se le batterie stavano sparando al niente, come implica il Segretario Knox, è un segno di costosa incompetenza ed estremo nervosismo. Se, invece, le batterie stavano sparando ad aerei veri, alcuni dei quali a 2700 metri, come dichiara il Segretario Stimson, perché sono state completamente inefficaci? Perché nessun aereo statunitense si è levato ad ingaggiarli o anche solo ad identificarli? Che sarebbe successo se questo fosse stato un vero attacco aereo?“. Domande, queste, rimaste fino ad oggi senza una risposta del tutto soddisfacente.

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