Wojciech Jaruzelski, luci e ombre sul Generale polacco

Wojciech JaruzelskiMentre l’Italia è chiamata alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo e di numerosi consigli comunali, in pochi hanno fatto caso alla notizia battuta dalle agenzie di stampa alle ore 17.12. A darne notizia per prima è stata l’ANSA, che così titolava: “Polonia. Morto ex Presidente Jaruzelski”. All’età di 90 anni, per un ictus, è morto il Generale polacco, protagonista dell’ultima fase della Guerra Fredda in Europa e dello stesso Patto di Varsavia, creato nel 1955 per contrapporsi al Patto Atlantico, la NATO. I Polacchi sono sempre stati divisi sulla figura del Generale: se da un lato salì al potere con un colpo di stato il 13 dicembre 1981, instaurando, di fatto, una dittatura militare fedele al regime comunista di Mosca, dando il via ad una campagna di repressione, di “caccia all’uomo” e di soppressione delle garanzie costituzionali, dall’altro scongiurò il ben più devastante intervento dei carri armati di Mosca e della Repubblica Democratica Tedesca che, con un’avanzata congiunta da est e da ovest, avrebbero invaso la Polonia, riproponendo un copione già visto in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968. Ma chi era questo Generale dell’Esercito Popolare della Polonia, salito improvvisamente alla ribalta nazionale e che guidò il suo Paese per quasi dieci anni, dal dicembre 1981 al dicembre 1990?

Wojciech JaruzelskiNato nella cittadina rurale di Kurow, nel 1923, il giovane Wojciech Jaruzelski non passò un’infanzia tra le più rosee: con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, lui e la sua famiglia furono deportati dalla polizia sovietica nelle miniere di carbone in Siberia e in Kazakistan, dove i massacranti turni di lavoro gli causarono danni permanenti alla colonna vertebrale e agli occhi, tanto che sarà costretto per il resto della sua vita a portare degli occhiali scuri, suo segno indistinguibile. Orfano di entrambi i genitori, fu arruolato dalle autorità sovietiche nel neo costituito Esercito Popolare Polacco, con cui prese parte alle ultime fasi della guerra, raggiungendo nel 1945 la città di Berlino. Dopo il conflitto, decise di continuare la carriera militare, scalando la gerarchia, tanto da essere nominato Ministro della Difesa nel 1968 (carica che mantenne fino al 1983). Ma è con gli Anni Settanta che la sua carriera politica subisce una netta ascesa: decise di appoggiare la leadership di Edward Gierek contro Wladislaw Gomulka, reo di non essere stato capace di fronteggiare la crisi politica scatenata dagli scioperi di Stettino e di Danzica. Ma nonostante Gierek avesse impresso alla sua politica una linea più liberale, le proteste continuarono, guidate e capeggiate dal carismatico Lech Walesa, capo indiscusso del Sindacato Solidarnosc. Nell’estate del 1981, fu il Generale Jaruzelski a prendere in mano le redini della Nazione: assunse così l’incarico di Capo del Governo e di Primo Segretario del Partito Comunista Polacco.

Wojciech Jaruzelski e Lech WalesaEd è da questo momento che il giudizio dei Polacchi, e del resto del mondo, si divide sull’operato del Generale. Dopo aver attuato il colpo di stato il 13 dicembre 1981, e instaurato un regime militare, venne proclamata la legge marziale in tutto il Paese, i partiti e i sindacati vennero dichiarati fuori legge e sciolti, i maggiori rappresentanti e attivisti di Solidarnosc vennero imprigionati, le manifestazioni di protesta represse nel sangue e i Wojciech Jaruzelskireligiosi perseguitati ed espulsi dalla Polonia (a tal proposito, ricordiamo Jerzy Popieluszko, sacerdote ucciso nel 1984 per il suo appoggio agli operai di Solidarnosc). Al contempo, però, tentò di salvare il suo Paese dalla bancarotta, cui era stata ridotta da precedenti politiche economiche alquanto scellerate; ma cosa assai più importante, rappresentò il “male minore” per la popolazione: se non fosse intervenuto attuando un colpo di stato, i carri armati sovietici e della Germania Est avrebbero varcato la frontiera e ristabilito l’ordine sociale causando molte più vittime. Con le politiche della glasnost e della perestroika inaugurate da Gorbaciov in Unione Sovietica, anche Jaruzelski diede inizio ad una serie di dibattimenti per una transizione democratica della Polonia. Eletto Presidente il 19 luglio 1989, costituì un governo di coalizione assieme a Lech Walesa e al movimento di Solidarnosc: fu proprio quest’ultimo che, dopo le sue dimissioni avvenute il 21 dicembre 1990, gli succedette alla guida del Paese. La sua morte rappresenta così la fine di un’epoca, quella della Guerra Fredda, dove il confine sottilissimo tra bene e male rimane, ancora oggi, quasi del tutto impercettibile: sarà la storia a stabilire se il Generale Wojciech Jaruzelski salvò, nel 1981, la Polonia o la fece regredire ad una dittatura militare.

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