Il punto sui Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – 8 –

LaTorre_Girone_Campidoglio--400x300Eccoci nuovamente a parlare di due Italiani, dimenticati dai media se non quando manca un articolo su un quotidiano o un servizio al telegiornale. Anche gli Italiani sembrano non interessarsene più di tanto, ormai presi da chi viene convocato per il Brasile e chi resta a casa. Eppure, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, Fucilieri della Marina Militare, sono ancora prigionieri a New Delhi, contro ogni logica, contro ogni regola del diritto internazionale e, cosa più importante, della nostra Costituzione. Già, per il nostro testo costituzionale nessun cittadino italiano o straniero può essere estradato in un paese estero in cui viga la pena di morte o siano lesi i fondamentali diritti umani: e non passa un giorno che in India, i cui giudici dovrebbero giudicare i nostri Fucilieri, siano commessi atti di violenza indiscriminata contro donne e bambini, con funzionari pubblici corrotti e collusi. Siamo così tornati a fare qualche domanda al Generale dell’Esercito Fernando Termentini.

1. Un nuovo governo ma stessi tentennamenti. Parliamoci chiaro, Generale, risultati concreti ne sono avvenuti per la risoluzione del caso Enrica Lexie e il ritorno in Patria di Massimiliano e Salvatore?

Concordo e per questo abbiamo deciso di rompere gli indugi e di interessare la Magistratura, perchè sia fatta luce sulle responsabilità.  Oggi abbiamo tenuto una conferenza stampa presso la sala Stampa di Montecitorio senza essere all’ombra di nessun partito politico nonostante una fugace apparizione di sua iniziativa e come pubblico dell’Onorevole La Russa che ha condiviso semplicemente la nostra iniziativa.

2. Adesso che Modi ha stravinto in India e la Gandhi battuta, cosa ci possiamo aspettare dal Governo di New Delhi, in un paese dove non passa giorno che i diritti umani e la legge sono calpestati (ragazze stuprate e impiccate tra i plausi di folle ubriache di fanatismo)? 

FucilieriModi h me non inspira assolutamente fiducia. Pragmatico più che nazionalista. Non credo che dopo aver usato i nostri Marò nella campagna elettorale, chiedendo misure restrittive nei loro confronti fino ad invocare la pena di morte, possa fare una marcia indietro improvvisa. Anche la nomina dell’avvocato difensore dei due Marò a Procuratore Generale, e quindi la massima autorità accusatoria, depone a favore di una rapida e positiva conclusione della vicenda. Un ultranazionalista che in passato si è coperto gli occhi mentre venivano massacrati migliaia di mussulmani e cristiani nello Stato in cui era governatore, non lascia sperare bene. A mio avviso, invece, auspicherei un’esposizione diretta del Ministro Mogherini e dello stesso Premier Renzi, che dimostrino di essere decisi di portare avanti una battaglia con decisione a partire dall’avvio immediato di un Arbitrato Internazionale e dimostrando che l’Italia non accetta più l’atteggiamento indiano completamente disattento agli obblighi del Diritto internazionale.

3. Il 2 giugno si è tenuta la video-conferenza con Massimiliano e Salvatore alle commissioni difesa di Camera e Santo, dove Girone si è sfogato, dopo due anni di promesse vaghe mai mantenute. Anche nelle Forze Armate (specie in ambito Marina) cresce il malumore, sebbene sempre celato: potrebbe rischiare di esplodere tutto insieme (e non a torto, oserei dire)?

Non penso ad un’eclatante “esplosione” del malumore perchè chi indossa le stellette è abituato ad ingoiare il boccone amaro senza dimostrare disgusto palese. Piuttosto la vicenda non influisce bene sicuramente sul morale di tutti i militari, specialmente quelli impiegati fuori del territorio nazionale in quanto si sentono abbandonati a loro stessi. Piuttosto è ipotizzabile un’improvvisa reazione dei due Marò che, esasperati, lontano dalle loro famiglie ed incerti sul loro futuro potrebbero esprimere in maniera eclatante il loro dissenso. E le parole di Girone ieri erano più che una lamentela: un messaggio!

4. Il 14 giugno prossimo si tiene una manifestazione a Roma in solidarietà di Max e Salvo dal titolo “Tutti insieme, nessuno indietro”. Qualche esponente dell’attuale governo ha confermato la sua presenza? 

No che io sappia. Comunque so con certezza che i famigliari non vogliono etichettature politiche ma sicuramente non potranno scacciare chi si presenti anche se connotato politicamente. Anche noi oggi in conferenza non avevamo invitato l’Onorevole La Russa, che si è presentato come pubblico e con un ruolo istituzionale ben preciso, per cui quando ha voluto esprimere il suo pensiero è stato ospitato sul podio dei conferenzieri per un senso di rispetto e responsabilità. Credo che se il 14 qualche esponente politico si affaccerà sul corteo, presumibilmente avverrà qualcosa di analogo. Ospitalità pura per una questione di educazione da cui non si può prescindere ma che non credo possa rappresentare un’etichettatura politica.

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