Bombardate Trieste!

Bombardamento TriestePer la città di Trieste il 10 giugno 1944 rappresentò l’inizio del suo calvario nel corso del secondo conflitto mondiale, ancora prima di subire le violenze dei partigiani titini dell’aprile 1945. Settanta anni fa, infatti, il capoluogo friulano subì il primo, pesante bombardamento compiuto dalle forze alleate: fino a quel momento, i raid anglo-americani colpirono soprattutto l’Istria e la Dalmazia, dove si trovavano concentrate il grosso delle forze tedesche e italiane della Repubblica Sociale Italiana, che sarebbero state di li a poco investite dalle offensive scatenate dagli uomini del IX Corpo sloveno del Maresciallo Tito. Zara, la città maggiormente bombardata, venne colpita dai raid ben 54 volte nel corso del 1943, causando la quasi totale distruzione delle abitazioni e oltre 4000 morti tra la popolazione, in maggioranza civili. Ma con il proseguimento del conflitto e il ritrarsi del fronte, anche i bombardamenti aerei si avvicinarono a Trieste, così da costringere le autorità cittadine a costruire rifugi antiaerei e a dislocare nei pressi della ferrovia, delle industrie e del porto numerose postazioni della contraerea. Così, a partire dal 7 gennaio 1944, furono colpiti a più riprese Fiume, Pola, Gorizia, Aviano, Udine, Monfalcone, Capodistria e altri centri minori, che uccisero soprattutto tanti inermi civili sfollati dai centri abitati vicini.

Bombardamento TriesteE poi venne il 10 giugno 1944. In questo giorno nefasto per la popolazione italiana, gli Alleati avevano predisposto un complesso piano di operazioni, che avrebbe portato oltre 550 bombardieri a colpire diverse città italiane, ritenute nevralgiche dal punto di vista militare: centri industriali, porti e snodi ferroviari. Numerose furono le squadre organizzate dagli Americani, appartenenti al 449° e al 450° Gruppo da Bombardamento: una formazione di B17 diresse verso Mestre e Porto Marghera, colpendo gli scali merce e i depositi di carburante, mentre due formazioni di B24 diressero verso sud, raggiungendo e scaricando il loro carico di morte su Ferrara e Ancona. Ma il grosso dei velivoli si concentrò su Trieste: oltre cento bombardieri, con l’appoggio di caccia di scorta, compirono quattro incursioni successive a partire dalle ore 09.15. L’inferno di fuoco durò quasi un’ora, durante il quale rimasero uccise oltre 400 persone (alcune stime parlano di quasi 440 morti), distruggendo un centinaio di case, danneggiandone altre 300 e provocando oltre 800 feriti e 4000 sfollati. Facendo uso anche di bombe incendiarie, i raid colpirono il Molo Audace, la stazione ferroviaria e gli stabilimenti industriali e i cantieri navali; ma le bombe caddero anche negli affollati quartieri civili, dove fecero strage tra gli abitanti che correvano terrorizzati verso i rifugi, colti allo scoperto. Quello del 10 giugno 1944 rimase così il più grave bombardamento che colpì il capoluogo friulano, anche se meno sanguinoso delle migliaia di morti che si ebbero in tante altre città italiane. Ma anche l’orrore dei bombardamenti, meno di un anno dopo, sarebbe stato solo un ricordo di fronte al dramma che avrebbe raggiunto Trieste con la fine della guerra e che durerà per quaranta giorni.

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