Allucinazioni e shock: i traumi dei soldati in trincea

Shock da trinceaSfogliando una vecchia Domenica del Corriere, l’edizione del 7-14 maggio 1914, abbiamo trovato un interessante articolo sui traumi e gli shock sofferti dai soldati austriaci durante i combattimenti, gli assalti e i bombardamenti. Se pensiamo, infatti, che i vari stati maggiori erano propensi a nascondere tali informazioni, per non creare disfattismo e non abbassare il morale dei soldati al fronte, esso rimane un interessante spunto psicologico e sociale dell’intero conflitto, che, non solo lasciò sul corpo di milioni di militari indelebili cicatrici dovute ai ferimenti in battaglia, ma anche strazianti ferite nell’animo e nello spirito, per aver sofferto patimenti inimmaginabili ed aver assistito impotenti alla morte di tanti giovani in battaglia. In quanti, tra coloro che partirono per il fronte, erano a conoscenza degli equilibri europei degli Imperi Centrali e delle potenze della Triplice Intesa? Chi sapeva effettivamente cosa rappresentò la “polveriera balcanica” il 28 giugno 1914, con l’uccisione dell’erede al trono d’Austria-Ungheria e di sua moglie? Nessuno, forse pochissimi. Fu così che milioni di contadini e operai vennero strappati alle loro case, alla loro terra, alla loro fabbrica e sbattuti in fondo ad una buca e ad una trincea: la stragrande maggioranza sopportò stoicamente le privazioni e le fatiche del conflitto, ma tanti altri non vi riuscirono e impazzirono, rischiando di contagiare con le loro urla e le loro paure i compagni vicini.

Shock da trinceaInteressante, a questo punto, è l’analisi del breve articolo. Si legge infatti che “per comprendere come possano darsi simili contagi psichici, bisogna riflettere al particolare stato d’animo delle truppe in guerra. Dei soldati si avanzano nel cuore della notte, avendo nell’animo il timore di essere ad un tratto sorpresi dai nemici imboscati, che li attendono al varco. Un rumore inatteso, un breve arresto, basta a far propagare di fila in fila la paura. Se un allucinato lancia un grido o tira un colpo di fucile, l’allucinazione di vedere i nemici prende tutti, e ne può seguire una catastrofe. Oppure basta il grido di si salvi chi può, lanciato da un allucinato, perché la più terribile delle confusioni abbia a nascere”. La paura e lo shock da trincea era quindi già conosciuto tra gli stati maggiori degli eserciti contrapposti, tanto da ritenerli gravi e pericolosi, poiché, come continua l’articolo, “la gravità di questi casi si misura non solo e non tanto dal perturbamento che essi possono portare tra i soldati, ma anche per il fatto che possono dar luogo a vere forme di contagio mentale”. E questi soldati, che tornarono a casa sani e salvi fisicamente ma non spiritualmente, si portarono dentro di sé la pazzia dei governi europei che li gettarono nel carnaio di una guerra senza senso, che non risolse affatto le grandi problematiche nazionalistiche e territoriali che cercò di risolvere, ma le esasperò al punto da essere il prologo e l’introduzione del nuovo conflitto mondiale che si profilò all’orizzonte appena ventuno anni dopo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...