Il primo bombardamento di Parigi

ParisgeschützIl primo colpo raggiunse Parigi alle 07.28 del 12 marzo 1918, causando nella popolazione civile smarrimento e incredulità: all’inizio, in molti pensarono ad un’esplosione accidentale, magari causata da una conduttura di gas o di qualche deposito di munizioni. Solo quando vennero prestati i primi soccorsi dalle squadre d’emergenza e Parisgeschutz al fuocoraccolti tutto intorno al luogo dell’esplosione frammenti e schegge metalliche, divenne chiaro che ciò che aveva raggiunto la capitale francese era un colpo di artiglieria tedesca, del peso di quasi 120 chilogrammi. Anche se ormai il conflitto stava indirizzandosi verso la vittoria delle forze della Triplice Intesa, la scoperta che i Tedeschi avevano messo a punto un cannone d’artiglieria capace di raggiungere Parigi destò molta impressione tra i Francesi, non sapendo neanche quanti esemplari fossero stati costruiti. Progettato e messo a punto dalla Ditta Krupp, il Parisgeschutz (letteralmente, “cannone di Parigi”), venne inizialmente concepito come artiglieria navale, da utilizzare lungo le coste per prevenire eventuali sbarchi nemici: solo in un secondo momento, venne equipaggiato per essere trasportato via ferrovia. Per il suo utilizzo, erano impiegati ottanta uomini e, per non essere individuato, veniva circondato da batterie d’artiglieria convenzionale, che aprivano il fuoco simultaneamente al Parisgeschutz, così da mascherarne il forte boato dell’esplosione.

ParisgeschützDa non confondere con l’altro celebre cannone tedesco, la Grande Berta, utilizzato fin dal 1914 contro i forti di Liegi, il Parisgeschutz non cadde mai nelle mani degli eserciti dell’Intesa, in quanto l’unico esemplare sembra sia stato totalmente distrutto dalle stesse forze tedesche; già nell’agosto 1918, dopo appena cinque mesi dal suo primo utilizzo, venne riportato in Germania, dove venne verosimilmente smantellato: pertanto, tutte le misure relative a dimensioni, gittata e proiettili sparatati variano notevolmente da fonte a fonte, ma tutte le informazioni a riguardo riportano un peso complessivo di oltre 265.000 kg, con una canna lunga quasi 30 metri e una canna rigata del calibro di 210 mm. Anche l’utilizzo stesso era alquanto problematico, poiché ogni colpo sparato erodeva una grande quantità di acciaio della canna, aumentandone considerevolmente il diametro, diminuendone al contempo la gittata: così, ogni colpo era numerato, da sparare in sequenza, per evitare un suo inceppamento o, peggio, lo scoppio accidentale del proiettile all’interno della canna. Dopo 65 colpi sparati, infatti, la canna raggiungeva un diametro di ben 240 mm. Entrato in servizio nell’ultimo anno del conflitto, non poté essere sfruttato a pieno come arma psicologica nei confronti dei Francesi: in totale, comunque, vennero sparati dai 320 ai 367 proiettili, che causarono non meno di 250 morti e 620 feriti.

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