13 luglio 1943: inferno di fuoco su Torino

Bombardamento TorinoIl 13 luglio 1943 è una data rimasta a lungo impressa nella memoria dei Torinesi: quel giorno, infatti, dalle ore 01.33 fino alle 02.45 di  notte una grossa formazione di aerei inglesi, composta da circa 250 tra bombardieri Avro 683 Lancaster, Vickers Wellington, S29 Stirling e Handley Halifax, sganciò sul capoluogo piemontese non meno di 760 tonnellate di bombe, del tipo esplodente e incendiario, causando morte e distruzione negli affollati quartieri civili, ben lontani da siti industraili e installazioni militari. Il bombardamento di Torino di quella calda estate del 1943, il più grave in termini di vite umane perdute dalla città, ricorderà per certi versi quello più drammatico che coinvolse Foggia poco più di una settimana più tardi, nonché quello di Dresda, la Firenze tedesca, del 13-14 febbraio 1945: non solo perché venne difinito “terroristico” per l’alto numero di morti tra i civili che comportò, ma perché vennero utilizzate assieme bombe esplodenti ed incendiarie, proprio per causare maggior distruzione tra i quartieri. Durante i continui raid era impossibile per le squadre di soccorso prestare la propria azione, impedendo l’utilizzo di mezzi antincendio.

Bombardamento TorinoPer oltre settanta minuti Torino venne violentata da cielo, senza che le artiglierie contraeree riusciserro a limitare i danni: alla fine i morti furono 792, i feriti quasi mille e interi quartieri erano scomparsi. Dopo quella tragica notte, l’intero capoluogo piemontese è in ginocchio: non ci fu una via, una piazza, un quartiere che non avesse riportato qualche danno; in altre zone, specie nel nord-est della città, la distruzione era totale. Al fumo acre delle bombe, si mischiava quello degli incendi, delle condutture del gas che erano saltate e dei corpi della popolazione che bruciavano sotto le macerie. Ai soccorritori si presentò uno scenario a dir poco raccapricciante: in alcuni punti della città erano cadute così tante bombe che si erano formati solo unici, grandi, crateri. Durante il devastante bombardamento vennero colpite, e dannegiate, numerose chiese, tra cui il Duomo, la Chiesa di San Domenico, di Santa Teresa e della Madonna di Campagna, al cui interno avevano trovato rifugio e protezione numerosi civili.

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