Foggia piange ancora le vittime dei bombardamenti

Foggia bombardataPer numero di morti e distruzione arrecata alla città, i raid aerei della primavera e dell’estate del 1943 su Foggia furono paragonati dagli osservatori dei decenni successivi a quelli di Dresda, la Firenze del Nord, priva di industrie e fabbriche militari, violentata e terroristicamente bombardata solo per ricercare il maggior numero possibile di vittime. Prossima all’invasione con lo sbarco in Sicilia, gli Alleati anglo-americani intensificarono i bombardamenti su tutta la penisola italiana, colpendo non solo infrastrutture militari ma anche popolosi quartieri abitati esclusivamente da civili, da sfollati e da altro personale non combattente: l’intento era quello di costringere il Regno d’Italia alla resa, cosa che avverrà con l’armistizio di Cassibile del settembre 1943, con i tragici eventi che seguiranno dei soldati lasciati senza ordini. Le prime incursioni aeree sulla città pugliese si ebbero sul finire del mese di maggio, nei giorni 28, 30, e 31, colpendo soprattutto lo scalo ferroviario del capoluogo e il vicino aeroporto: i morti, complessivamente, furono “solo” 91. Ma presto, su Foggia si sarebbero riversate tonnellate e tonnelate di bombe, che faranno salire il triste computo fino oltre i 20.000 morti.

Foggia stazioneIl primo vero bombardamento distruttivo per la città avvenne il 15 luglio 1943, quando vennero colpiti alcuni carri merci alla stazione ferroviaria adibiti al trasporto di benzina e carburante. Deflagrando, distrussero e danneggiarono numerosi edifici limitrofi: 1293 morti tra la popolazione civile e le squadre di soccorso. Ciò che avvenne, però, una settimana più tardi fu uno shock per l’intera popolazione: ancora oggi, gli abitanti più anziani, che all’epoca erano solo giovani ragazzi, ricordano come alle 09.43 il cielo improvvisamente si oscurò, nonostante fosse estate inoltrata. Ma non erano nuvole in cielo: erano le formazioni dei bombardieri alleati B-17, le “fortezze volanti”, scortati da altrettanti caccia della Royal Air Force da mitragliamento a terra: la popolazione, quando cominciarono a suonare le sirene d’allarme, si trovava tutta per strada, chi a lavoro, chi a cercare di tirare avanti. Oltre 7640 furono le vittime per i ponti e i sottopassaggi crollati: ancora una volta, l’obiettivo era la stazione e per raderla al suolo gli Alleati distrussero un intero rione della città.

Foggia bombardataDopo questa incursione, in molti credevano che la città non fosse più un obiettivo per Americani e Inglesi: la stazione non esisteva più e l’aeroporto era stato trasferito lontano da Foggia. Ma si sbagliavano: in quello che venne definito dagli stessi Briatannici “il più violento bombardamento sull’Europa Meridionale”, il 19 agosto 1943, quando il Fascismo era già caduto e Mussolini destituito, con le trattative per la cessazione delle ostilità già in corso, in sei diverse ondate, si abbatté una nuova incursione, che questa volta colpì indistintamente l’intera città: vennero colpiti i ricoveri per feriti, gli ospedali con sul tetto la croce rossa in campo bianco e numerose chiese piene di sfollati. Saltarono le condutture del gas che amplificarono le deflagrazioni e la distruzione: Foggia era diventata una città fantasma e sotto le centinaia di tonnellate di bombe restarono 9581 morti e oltre 600 feriti. E come se non bastasse, altri tre raid colpirono la città: il primo, tra il 24 e il 25 agosto, poi ancora il 9 settembre e l’ultimo tra il 17 e il 18 settembre 1943, aggiungendo altri 1171 morti le vittime sofferte dalla città.

Foggia stazioneNel 1959, allo Stendardo della città di Foggia, venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile, come segno di riconoscenza per i patimenti sofferti durante i bombardamenti: “Resisteva impavida alle offese della guerra, sopportando con stoico coraggio ripetuti bombardamenti aerei che causarono la perdita di oltre 20.000 cittadini, mai venendo meno alla sua fede nel libero avvenire della Patria. Maggio-settembre 1943”. E oltre sessant’anni dopo, si aggiungeva anche la Medaglia d’Oro al Valor Militare: “In occasione dei devastanti attacchi e bombardamenti aerei del 22 luglio e del 19 agosto 1943, la popolazione della città di Foggia seppe dare sublime testimonianza di coraggio e di altruismo allorchè, con spregio del gravissimo pericolo della vita in atto, suoi figli civili e militarizzati seppero tra immani difficoltà impedire che i rovinosi incendi fossero portati a conseguenze più gravi e le vittime moltiplicassero, prodigandosi, mentre gli spezzoni venivano ancora furiosamente lanciati, oltre che nei soccorsi, nel sottrarre con lucida e provvida determinazione a ulteriori deflagrazioni e distruzioni i convogli ferroviari carichi di munizioni. Successivamente, nonostante quelle indicibili sofferenze e pesanti distruzioni, altri suoi figli trovarono la forza di opporsi in armi al nemico ostacolando, con rinnovato vigore, la manovra in ritirata delle truppe tedesche nei sobborghi della città, ormai sepolta sotto le macerie. Foggia, luglio-settembre 1943”.

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