Un papavero per ogni soldato caduto

Londra papaveriAnche il soldato Piero di Fabrizio De André, caduto in battaglia, ucciso da un soldato del suo stesso “identico umore, ma la divisa di un altro colore”, riposa in un campo di grano vegliato da mille papaveri rossi. Piero aveva varcato la frontiera in una guerra che non capiva, che non comprendeva, desiderando solo tornare dalla sua Ninetta che l’attendeva a casa. E così come Piero, da oggi ben 888.246 papaveri rossi, tutti in ceramica, vogliono ricordare i soldati di Sua Maestà britannica caduti sui fronti di battaglia della Prima Guerra Mondiale: la Francia, il Belgio, l’Italia, il Medio Oriente, ma anche le colonie del Commonwealth, i mari e gli oceani, furono macchiati dal sangue dei soldati inglesi, sprofondati nell’abisso e nell’oblio della guerra, così come tanti altri giovani delle Nazioni alleate e nemiche. C’è chi la definì “sola igiene del mondo”, ma anche chi la identificò come un’inutile strage tra fratelli europei. Per questo, ai piedi della maestosa Torre di Londra, nel verde prato del fossato che corre lungo la cinta muraria, oltre 150 volontari sono stati impegnati a sistemare un papavero per ogni soldato caduto al fronte, nel periodo compreso tra il 4 agosto 1914, data della dichiarazione di guerra alla Germania da parte della Gran Bretagna, al 31 agosto 1921, termine ultimo utilizzato dalla Commonwealth War Grave Commission per “contare” quanti Britannici perirono nella Grande Guerra. Un percorso, quello inaugurato oggi a Londra, che vale la pena percorrere per comprendere, cento anni dopo, l’assurdità e l’orrore in cui sprofondò l’Europa per ben quattro anni e mezzo in chilometri di trincee fangose e reticolati.

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