Cud nad Wisla, il miracolo della Vistola

Allegoria della Vittoria del 1920Iniziata pochi mesi dopo la cessazione delle ostilità del primo conflitto mondiale, la guerra sovietico-polacca rappresentò, di fatto, il fallimento dei Trattati di pace che di li a poco avrebbero riguardato da vicino le potenze vincitrici e quelle sconfitte: se, infatti, l’intento era quello di ridisegnare i confini dell’intera Europa Orientale, il conflitto che interessò la neoricostituita Repubblica di Polonia, indipendente dopo un secolo di dominazione straniera, e la Russia sovietica, già in lotta con le forze controrivoluzionarie, li mise totalmente in discussione. Insoddisfatta dalle concessioni ricevute da parte degli Stati dell’Intesa, la guerra, iniziata il 14 febbraio 1919, prese avvio con l’invasione della Lituania, della Bielorussia e dell’Ucraina da parte dell’esercito di Varsavia agli ordini del Generale Jozef Pilsudski, allo scopo di ricreare una Grande Polonia. Se inizialmente i Polacchi inflissero gravi e pesanti perdite alle truppe dell’Armata Rossa, i Sovietici, dopo un iniziale sbandamento, si riorganizzarono, riconquistando buona parte dei territori precedentemente perduti nelle fasi iniziali del conflitto. Anzi, sotto la guida di Lev Troskij e Michail Tuchacevskij, l’Armata Rossa riuscì a penetrare in territorio polacco, arrivando, nel mese di luglio del 1920, ad appena 500 km da Varsavia. Per Tuchacevskij era solo questione di tempo, prima che l’esercito polacco capitolasse: secondo il piano d’operazioni, era fondamentale attaccare e distruggere le truppe schierate a nord, per poi aggirare i Polacchi sul fianco sinistro.

La Battaglia di VarsaviaTra il 13 e il 14 agosto 1920 iniziò, così, la Battaglia di Varsavia. Posta sotto assedio la città il giorno 13, iniziò un confronto logorante che ricordava da vicino la passata esperienza delle trincee e dei reticolati della Grande Guerra. Da parte sovietica, Lenin sperava che i Polacchi stessi si sollevassero in una rivoluzione, stanchi della guerra e delle privazioni a cui erano sottoposti a causa dell’accerchiamento; contro ogni previsione, invece, Pilsudski riuscì a capovolgere la situazione. Il 16 agosto, ordinò al Generale Jozef Haller di rompere l’assedio, sfondando l’accerchiamento davanti alla città; contemporaneamente, i soldati agli ordini del Generale Wladyslaw Sikorski riuscivano a loro volta a circondare e ad isolare il grosso delle truppe rivoluzionarie bolsceviche, che furono costrette ad una precipitosa fuga al di là del Fiume Vistola, lasciando sul campo non meno di 10.000 caduti ed oltre 60.000 prigionieri. Dopo la vittoriosa difesa di Varsavia, ed altri seguenti successi militari, i Polacchi accettarono le offerte di pace provenienti dal Governo di Mosca, firmando l’armistizio il 18 ottobre 1920. Per i Polacchi, la battaglia rappresentò addirittura un miracolo, cadendo nei giorni dell’Assunzione di Maria (15 agosto), tanto che viene ricordata, da allora, con le parole Cud nad Wisla, il Miracolo della Vistola.

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