Uno Zeppelin su Napoli

Zeppelin L59Se i bombardamenti aerei sulle città italiane sono un tragico ricordo della Seconda Guerra Mondiale, anche durante il primo conflitto del 1915-1918 molte furono le incursioni aeree da parte di aerei e dirigibili austriaci e tedeschi, rivolti contro i centri abitati nelle immediate vicinanze del fronte, come quelli che coinvolsero la città di Padova, o contro stabilimenti industriali. Ma a causa delle ridotte capacità di carico di molti dei bombardieri che le nascenti aviazioni potevano disporre, molta importanza venne dato al dirigibile, di cui i Tedeschi schieravano una formidabile flotta e gli Zeppelin, in questo contesto, fecero la storia. Seppur lenti rispetto ad un biplano da caccia o ai lunghi triplani da bombardamento dell’italiana Caproni, potevano imbarcare un quantitativo di carico bellico maggiore. L’11 marzo 1918, un dirigibile dell’imponente flotta degli Zeppelin, appartenente alla Marina Imperiale, venne incaricato di compiere un’azione tanto ardita quanto mai tentata prima: dalla base di Jambol, in Bulgaria, dopo aver attraversato la Serbia, l’Albania e il Mar Adriatico, avrebbe dovuto puntare verso la Puglia e da li fare rotta verso il Golfo di Napoli, bombardando il porto, le installazioni industriali e le acciaierie di Bagnoli e gli stabilimenti meccanici della britannica Armstrong di Pozzuoli.

Ludwig BockholtAl comando dell’esperto Ludwig Bockholt, il Dirigibile L59 lasciò così il suo attracco in Bulgaria, facendo rotta verso l’Italia: approfittando dell’oscurità, ad una velocità massima di appena 70 km/h, mantenendosi ad un’altitudine di quasi 4800 metri, quando si trovò in avvicinamento al capoluogo partenopeo, il Comandante ordinò di ridurre al minimo la potenza del motore, così da colpire di sorpresa una città impreparata ad una simile azione. E la sorpresa funzionò perfettamente: seguendo nella notte le luci che si rifrangevano sul mare dal Golfo di Napoli, lo Zeppelin si portò perfettamente sulla verticale della città. Ma per degli errori di calcolo, il carico bellico di oltre 6400 kg venne sganciato sul quartiere dei Granili, causando cinque morti e una quarantina di feriti; più tardi venne colpita anche Posilippo, dove si contarono altri undici morti e 35 feriti. Solo sulla via di ritorno, un ultimo carico di bombe centrò gli stabilimenti industrali ILVA di Bagnoli, senza causare tuttavia gravi danni. In tutto, l’azione dello Zeppelin L59 causò diciotto vittime e oltre un centinaio di feriti: ma il caos fu così tale in città che, sul momento, neanche le autorità capirono che si trattava di un bombardamento aereo, scambiando le esplosioni per sabotaggi e attentati di spie e gruppi di sabotatori nemici.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...