A cento anni dal primo gas nella Grande Guerra

Soldato con maschera antigasTra il 14 e il 24 agosto 1914 ebbe luogo la prima grande battaglia sul fronte occidentale, tra le armate tedesche, che stavano avanzando secondo quanto stabilito dal Piano Schlieffen, e le forze franco-britanniche, che, seguendo il Piano XVII elaborato dal Generale Joseph Joffre, sferrarono una serie di attacchi, tanto inutili quanto sanguinosi. Oltre 300.000 le perdite tra i Francesi, tra cui 80.000 morti: l’avanzata tedesca sembrava inarrestabile, costringendo l’esercito di Parigi ad una precipitosa fuga fin sul Fiume Marna: la tattica di Joffre, ovvero condurre degli assalti frontali sul campo aperto alla baionetta, vennero stroncati dalla nuova tattica tecesca della manovra, dall’uso di trinceramenti e, soprattutto, dalla potenza di fuoco delle mitragliatrici. Lo stesso Presidente Raymond Poincaré dirá: “Ci dobbiamo preparare alla ritirata e all’invasione. Ecco a cosa sono ridotte le illusioni delle ultime due settimane. Ora l’avvenire della Francia dipende dalla sua capacità di resistere”. Ma la battaglia delle frontiere é passata alla storia anche per essere il primo scontro della Grande Guerra europea in cui i soldati abbiano utilizzato dei composti chimici: erano ancora lontane le tragiche giornate di Ypres o del San Michele, dove il fosgene uccise migliaia di soldati tra atroci spasmi, ma alcuni reparti francesi vennero dotati di rudimentali gas lacrimogeni. Le granate, infatti, da montare sulla canna del fucile, una volta sparate, provocavano un immediato bruciore agli occhi, al naso e alla gola: a base di acido bromoacetico, non causava la morte, ma solo una momemtanea incapacitá all’offesa.

IMG_2286Pare quindi altresì interessante un articolo della Domenica del Corriere del 23 maggio 1915, Alla guera con la maschera, dove si evince che, sebbene lo Stato Maggiore del Regio Esercito conoscesse già la nuova arma chimica che da quasi un anno veniva utilizzata sui campi di battaglia europei, non equipaggió a dovere i soldati, determinando al contempo tragedie come quella del Monte San Michele o di Caporetto. Questo il testo che fedelmente riportiamo (comprese le fotografie di due prototipi di maschera antigas allora sperimentati): “A nessuno sarebbe mai venuto in mente di far la guerra con il volto coperto da una maschera, se i Tedeschi non avessero spinto la loro esasperazione fino a servirsi di gas asfissianti. Ma questo episodio, che ancora si ripete di tanto in tanto, questo mezzo di guerra non certo degno di combattenti civili, è già largamente noto. Anche noto è che Inglesi e Francesi si sono affrettati a studiare un tipo di maschera che i soldati portano sul viso e che rende innocui i gas messi in libertà dai Tedeschi. Le nostre fotografie presentano due tipi di maschere esperimentate in questi giorni. Il primo, troppo complicato, un piccolo monumento di congegni, non é destinato ad avere troppa fortuna. Invece l’altro tipo, tanto semplice che le donne inglesi hanno potuto prepararne circa mezzo milione in pochi giorni, è già largamente distribuito tra i soldati di prima linea”.

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