Toni-De Palo: un caso ancora aperto

graziella-e-italoUna storia che in tanti non ricordano, rimossa e dimenticata dopo la “calda”  estate del 1980, fatta di aerei caduti nel Mar Tirreno, combattimenti nei cieli italiani e stazioni che saltano in aria. Forse proprio per il gran numero di morti ammazzati di Ustica e Bologna in tanti non hanno più memoria di Italo Toni e Graziella De Palo, due giornalisti italiani scomparsi misteriosamente a Beirut, in Libano. Furono i primi a cadere sul fronte dell’informazione, armati solo di telecamera e macchina fotografica: ma se, nelle tristi vicende dei decenni seguenti di Almerigo Grilz, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, o ai più recenti fatti di guerra dove sono caduti Maria Grazia Cutuli, Enzo Baldoni o Simone Camilli, si è potuto almeno celebrare un funerale e dare una degna sepoltura alle vittime, di Graziella e Italo neanche i corpi vennero ritrovati. Avevano deciso che dovevano fare chiarezza su quanto avveniva, ed era avvenuto, in Italia, sui traffici di armi e sul Medio Oriente: esperti giornalisti investigativi, a fine agosto 1980 decisero di volare alla volta del Medio Oriente, prima a Damasco e poi in Libano.

toni-de-paloIl 1° settembre 1980 si recarono all’Ambasciata italiana, comunicando l’intenzione di voler visitare i campi di addestramento del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina: da quel giorno nessuno li rivedrà più. Ma cosa è successo? Iniziano i depistaggi, le false piste: prima viene fatto credere che si trovino in Iraq, poi, quando il rapimento è ormai una certezza, che le trattative per la liberazione siano in corso. Di fronte all’inevitabile morte, cala il segreto di stato. Perchè? A chiederlo fu il Colonnello Stefano Giovannone, del Centro SISMI di Beirut. Ma le ricerche per la verità non si fermarono: ufficiosamente, perchè quando di mezzo ci sono i servizi segreti non esiste la certezza, Graziella e Italo stavano forse indagando sul cosiddetto “lodo Moro”, l’accordo segreto tra Italia e organizzazioni palestinesi siglato per evitare nel nostro paese stragi e attentati da parte del terrorismo arabo. Ma quello che stavano portando alla luce i due giornalisti ripercorreva quasi trent’anni di sangue: la tragedia di Argo 16, la strage di Fiumicino del 1973, ma anche quella di Bologna. Già, quella stazione saltata in aria in una calda giornata d’estate.

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