Le giornate di Matera

Wolf-Werner von der Schulenburg“Indignati dai molteplici soprusi perpetrati dal nemico, gruppi di cittadini insorsero contro l’oppressore e combatterono con accanimento, pur con poche armi e munizioni, per più ore, senza smarrimenti e noncuranti delle perdite. Sorretti da ardente amor di Patria, con coraggio ed ardimento, costrinsero l’avversario, con aiuto di elementi militari, ad abbandonare la Città prima dell’arrivo delle truppe alleate. Città di Matera, 21 settembre 1943”. Questa è la motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare conferita al Gonfalone della città di Matera, per essere insorta contro le forze tedesche che avevano occupato i principali punti nevralgici del capoluogo dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943: già quando le radio annunciavano, per voce del Maresciallo Pietro Badoglio, dell’avvenuta firma, i soldati della 1a Fallschirmajer Division del Generale Wolf Werner Graf von der Schulenburg, avevano preso possesso dei locali della caserma della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, abbandonata in gran fretta. La tensione era palbabile, sia nell’animo dei soldati che, soprattutto, in quello della popolazione civile: sarebbe bastata una qualsiasi scintilla per fare scoppiare una rivolta e una rappresaglia.

I primi disordini si ebbero il 20 settembre 1943, quando un reparto tedesco aprì il fuoco su un gruppo di militari sbandati che stava cercando di entrare di nascosto nella città; poi, nel pomeriggio, cominciarono i primi arresti, sia di civili che di soldati, per essere sottoposti ad interrogatori per sopsetta complicità con il nemico: gli Alleati, infatti, si vociferava si trovassero già a Montescaglioso, ad appena 30 km dalla città lucana. La situazione, però, precipitò nel pomeriggio del giorno seguente, 21 settembre: alcuni reparti dei Paracadutisti tedeschi si schierarono a difesa delle principali piazze cittadine, con il chiaro obiettivo di disperdere, se necessario anche con l’uso della forza armata, qualsiasi assembramento di civili e militari che si sarebbe formato. Intorno alle 17.30 si ebbero i primi due morti, due soldati tedeschi che, colti da due militari italiani a farsi consegnare con la forza alcuni preziosi dentro una oreficeria, caddero dopo un breve conflitto a fuoco. Il Sottotenente Francesco Paolo Nitti assunse il comando di un gruppo misto di militari e civili, dislocandosi nei pressi della Prefettura, mentre dai tetti alcuni abitanti facevano fuoco sui Tedeschi che sopraggiungevano.

Società elettricaVicino la caserma della Regia Guardia di Finanza infuriarono gli scontri più violenti, dove trovarono la morte il Finanziere Vincenzo Rutigliano, insignito poi di Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla Memoria, e due civili, Raffaele Beneventi ed Emanuele Manicone, quest’ultimo resosi responsabile, poco tempo, dell’accoltellamento di un ufficiale tedesco all’interno di una barberia. Seguirono poi altri conflitti a fuoco per la città, in cui persero la vita i civili Eustachio Guida, Francesco Paolo Loperfido ed Eustachio Paradiso: a questi, si aggiunse un pastore, Antonio Lamacchia, ucciso già la mattina del 21 settembre nelle campagne a sud della città. Nel tentativo di occupare la centrale elettrica, per lasciare al buio l’intera città, i soldati germanici uccisero altri cittadini che avevano preso le armi: Raoul Papini, Pasquale Zigarelli, Michele e Salvatore Frangione. Infine, poco prima di sgomberare la città, i Tedeschi decisero di fare saltare in aria il palazzo della Milizia che avevano precedentemente occupato e che era stato trasformato in carcere: nell’esplosione che ne seguì, solo il Soldato Giuseppe Calderaro venne estratto vivo il giorno seguente dai Vigili del Fuoco intervenuti. Stando alle sue deposizioni, al momento dello scoppio erano detenuti sedici tra civili e militari: solo undici furono però le salme recuperate, lasciando aperta l’ipotesi che gli altri corpi furono fatti a pezzi dalla potente deflagrazione: tra i morti, Vincenzo Luisi, il più giovane d’età, 16 anni, rastrellato mentre usciva dalla Prefettura dopo aver svolto la sua attività di ausiliario della UNPA, l’Unione Nazionale Protezione Antiaerea.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...