La battaglia di Angaur

Bombardamento di AnguarA differenze del settore europeo, la guerra nel Pacifico costrinse più volte il comando alleato ad occupare e conquistare ogni arcipelago, ogni isola, ogni atollo che fosse controllato dalle forze imperiali giapponesi ritenuto di fondamentale importanza strategica: nessun caposaldo doveva essere lasciato al nemico, caparbiamente convinto che l’unico modo per abbandonare la propria posizione fosse la morte in battaglia o il suicidio, se sconfitti. I Giapponesi presi prigionieri venivano considerati dai loro stessi commilitoni come dei codardi, arresisi di fronte a chi voleva cancellare le loro tradizioni millenarie di storia e cultura. Dal canto loro, gli Americani pagarono a caro prezzo, con un altissimo numero di caduti fin oltre le loro stesse previsioni, la lunga e faticosa riconquista degli arcipelaghi. Una delle tante battaglie che ebbero luogo in questo remoto, almeno per noi, teatro di guerra fu l’invasione di Angaur, piccolo isolotto di appena otto chilometri quadrati, a sud-ovest di Peleliu, nell’Arcipelago di Palau. Qui, i Giapponesi avevano installato una piccola guarnigione di 1400 soldati, comandati dal Maggiore Ushio Goto, alle dirette dipendenze del Maggior Generale Sadao Inoue, comandante del settore di Palau. Ma se i Marines e i soldati dell’US Army volevano procedere alla conquista di Peleliu, dove si trovava un aeroporto di importanza fondamentale per bombardare il Giappone, Angaur sarebbe stata la base di lancio per tutte le future operazioni.

Invasione di AngaurL’11 settembre 1944 ebbero inizio le operazioni: la Corazzata USS Tennessee diede avvio ad un pesante bombardamento con i suoi potenti cannoni da 360 mm, mentre dal cielo formazioni di Douglas Dountless, micidiali bombardieri in picchiata decollati dalla Portaerei USS Wasp, non davano tregua alle forze giapponesi che cercavano riparo nell’interno. Sei giorni più tardi, presero terra gli uomini della 81ª Divisione Fanteria, circa 15.000, comandati dal Maggior Generale Paul Mueller, in due diverse spiagge, situate rispettivamente a nord-est e a sud-ovest: gli Americani, procedendo da due direzioni, avrebbero così accerchiato e stretto in una morsa i difensori. Per gli attaccanti, però, ci furono subito dei ritardi nei piani previsti: la presenza di vasti campi minati e i contrattacchi giapponesi, rallentarono notevolmente la penetrazione di Angaur; il 20 settembre veniva raggiunta la collina che sovrastava l’intera isola, dove il Maggiore Goto aveva concentrato il grosso delle sue forze, circa 750 uomini. Quando il 322° Battaglione prese d’assalto il promontorio, dalla cima si riversò sugli Americani un ingente quantitativo di fuoco d’artiglieria, fucileria e mitragliatrici. Con il tempo, però la fame, la sete e l’esaurimento delle munizioni giocarono a favore del Generale Mueller: il 25 settembre la cima veniva raggiunta e il 30 ne veniva comunicata la conquista.

Combattimento ad AngaurIn realtà, gli scontri, per lo più scaramucce tra pattuglie, continuarono fino alle fine di ottobre del 1944: il Maggiore Goto, infatti, assieme a circa 300 soldati, si nascose nella foresta e nelle grotte, dando inizio alla resistenza, con imboscate, agguati e azioni di disturbo. Per vincere anche questa ultima, strenua difesa, ogni apertura nel terreno, ogni grotta, veniva fatta saltare in aria con bombe a mano, dinamite e lanciafiamme e letteralmente sigillata con l’ausilio dei bulldozer e dei carri armati. Durante queste ultime fasi, il 19 ottobre, veniva ucciso lo stesso Maggiore Ushio Goto, mentre assieme ad una manciata di uomini, teneva testa ad un intero reparto americano che stava esplorando una grotta alla ricerca di armi e soldati nemici. Con 260 morti e quasi duemila feriti da parte americana (le perdite giapponesi ammontarono a 1350 morti e una cinquantina di prigionieri), il 22 ottobre 1944 le armi tacquero ad Angaur: intanto, dal 15 settembre, aveva preso avvio l’invasione dell’Isola di Peleliu e del suo campo d’aviazione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...