Volare oltre il muro del suono

Messerschmitt Me163Il pilota collaudatore della Luftwaffe Rudolf Opitz nel 1944 raggiunse a bordo del Messerschmitt Me163 Komet l’incredibile velocità di 1123 km/h, a bordo di uno dei caccia intercettori più avveniristici che i tecnici e gli scienziati del Terzo Reich avevano prodotto durante la guerra, nella speranza di ribaltare le sorti del conflitto a loro favore. Ma anche le “armi segrete” tanto propagandisticamente annunciate da Adolf Hitler e Joseph Goebbels non poterono nulla di fronte alle milioni di tonnellate di acciaio che Stati Uniti e Unione Sovietica riversavano sui teatri di guerra. Rudolf Opitz e il Komet, però, aprirono la strada alla più grande sfida tecnologica e scientifica che Washington si preparava a raggiungere già l’indomani della fine della guerra mondiale: infrangere il muro del suono, un “demone” che viveva a Mach 1 e che aveva già ucciso tantissimi piloti collaudatori che avevano tentato nell’impresa. Già nell’estate del 1944, comunque, la Bell Aircraft si offrì di costruire il velivolo adatto, proprio nello stesso periodo in cui i Tedeschi stavano perfezionando il loro Messerschmitt Me163: il progetto dell’industria americana prevedeva che l’aereo sperimentale fosse portato in quota da un bombardiere B29 opportunamente modificato e, una volta sganciato, avrebbe compiuto il volo spinto da un potente motore a razzo.

Chuck Yeager e Jack RidleyIntanto, sui cieli europei la guerra continuava, mostrando tutto il valore dei piloti da caccia alleati e tedeschi. Nel 363° Squadrone da Caccia dell’USAAF si distinse in particolare un pilota, Carles Elwood Yeager: abbattuto il 5 marzo 1944 sui cieli della Francia, rocambolescamente riuscito a raggiungere l’Inghilterra un mese dopo, riassegnato alla caccia aerea, divenne “asso in un giorno”, quando in un’unica missione riuscì ad abbattere ben cinque velivoli nemici. Concluse la guerra volando sui P51 Mustang, ottenendo un totale di undici vittorie, compreso il primo abbattimento contro un caccia a reazione, un Messerschmitt Me262. Rientrato in patria con il grado di Capitano nel febbraio 1945, venne assegnato alla base di Wright Field e selezionato, complici anche le sue eccellenti doti di pilota, al programma sperimentale X1, venendo nuovamente trasferito, questa volta alla Muroc Army Air Field, l’attuale Edwards Air Force Base. Qui fece coppia con Jack Ridley, che nel tempo diverrà uno dei suoi migliori amici, anch’egli ufficiale e pilota: insieme, svilupparono con un ristretto gruppo di aviatori, il volo che avrebbe permesso di infrangere il muro del suono.

Bell X1Dopo numerosi tentativi falliti, conclusisi spesso con la morte dei piloti, il 14 ottobre 1947, Ridley e Yeager passarono alla storia: pilotando un B29, Ridley portò in quota il Bell X1 Glamorous Glennis pilotato da Yeager; raggiunta una quota di quasi 22.000 metri, l’X1 venne sganciato, iniziando il suo volo. I testimoni a terra, ad un certo punto, udirono un boato sordo: credevano che il velivolo fosse esploso in volo, ma, improvvisamente, da un banco di nubi, spuntò fuori il velivolo di colore arancione. Chuck Yeager stava volando all’incredibile velocità di Mach 1,06, ovvero 1127 km/h. Se Yeager compì il volo pilotando l’X1, non meno importante fu il ruolo di Ridley, che doveva analizzare tutti i dati dei voli del programma per poter compiere in totale sicurezza il volo supersonico. Dopo lo storico volo, i due amici dovettero separarsi: Yeager venne destinato a comandare diverse squadriglie da caccia in giro per il mondo, dalla Germania alla Francia, passando per la Spagna. Tornato negli Stati Uniti, negli Anni Settanta venne destinato al Sud-Est Asiatico, prestando servizio in Corea del Sud e poi nella guerra del Vietnam; fu poi scelto come inviato americano per addestrare i piloti della Pakistan Air Force. Si è congedato nel 1975 con il grado di Tenente Generale. Jack Ridley, invece, venne nominato capo del Flight Test Engineering Laboratory presso la  Edwards Air Force Base, supervisionando tutti i progetti che l’USAAF e la NACA (la “madre” della NASA) mettevano in cantiere; promosso al grado di Colonnello, fu scelto come membro della missione militare americana in Giappone: il 12 marzo 1957, però, mentre era imbarcato come passeggero su un velivolo da trasporto C47, rimase ucciso nello schianto dell’aereo contro una montagna a nord-ovest della capitale Tokyo, a causa della scarsa visibilità dovuta alla nubi.

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